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Qual è la procedura per aprire un’attività alimentare o commerciale ?



Per avviare un’attività generalmente occorre:

Possedere i requisiti morali e, nel alimentare, anche quelli professionali come previsto dall’ art. 5 D.lgs. 114/98.

Scegliere (consultandosi con un commercialista) la forma giuridica più appropriata alla tipologia di azienda (società capitali o di persone).

Inviare al comune la comunicazione mediante il modello COM 1 se si tratta di esercizi con superficie fino a 150 mq per i comuni fino a 10.000 abitanti ed a 250 mq negli altri esercizi di vicinato, ed attendere 30 giorni prima dell’inizio dell’attività. La necessaria decorrenza di tale termine deve tuttavia verificata nell’ambito delle diverse normative regionali.

Nel caso si tratti di strutture oltre i limiti precedenti deve essere presentata domanda al comune tramite il modello COM 2.

Entro 30 giorni dall’inizio dell’attività, iscriversi nel Registro delle imprese presso la CCIAA.

Richiedere la partita IVA, e scegliere il regime contabile (ordinario o semplificato per fatturati sotto i 30.000 euro).

Aprire la posizione Inps ed assicurativa.

Se si apre un’attività con superficie di vendita superiore a 400 metri quadri, occorre il certificato prevenzione incendi da parte dei vigili del fuoco.

Per la vendita e produzione di generi alimentari i locali devono avere requisiti strutturali ed igienico sanitari adeguati. Quindi occorre ottenere l’agibilità dalle ASL dopo il sopralluogo.

Installare arredi ed attrezzature per la produzione e/o vendita.

Controllo delle emissioni per gli impianti che possono emettere agenti inquinanti nell’atmosfera ai sensi del D.P.R. 203/1988 come i forni.

Presentare la D.I.A. alle ASL che, ad esito positivo, rilasceranno il numero di registrazione e, contemporaneamente, l’autorizzazione ad iniziare.

Realizzare un Manuale di autocontrollo HACCP e un sistema di tracciabilità/rintracciabilità

adeguamento alle norme in tema di sicurezza sul lavoro ove previsto, ovvero nei casi in cui vi sono dei dipendenti (anche uno solo),

Alcune regioni hanno stabilito parametri diversi ai fini della classificazione di piccole, medie e grandi strutture di vendita; Pertanto opportuno rivolgersi all’associazione commercianti della propria provincia.

Per consulenza Dott. Cesare Martino

2 Comments
  1. Salve io sono di rimini e vorrei chiederle se per una panineria devo munirmi di canna fumaria? Non ho nulla apparte due scaldapane a griglia e un piccolo forno già ventilato. In centro storico a rimini è impossibile trovare negozi con possibilità di canna fumaria e volevo sapere se per un attività cosi piccola c era bisogno. La ringrazio.

    • Gentile Carlotta,
      attività di riscaldamento di alimenti con piastre elettriche o forni elettrici ventilati generalmente non prevedono l’impiego di cappe aspiranti.
      Qualora necessarie, vi è sempre la possibilità di poter installare cappe aspiranti con abbattimento di fumi e che non richiedono canna fumaria.
      Di questo, se vuole veramente sapere se può farlo, deve chiedere conferma

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