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Mettere a norma un laboratorio di trasformazione alimentare in campagna



Gentile Dott. Martino,
ho visionato il suo sito e le faccio, innanzitutto, i complimenti per i preziosi suggerimenti che vi si trovano.
Vorrei sottoporle una questione: ho deciso di trasferirmi in una casa in campagna e penserei di predisporre a norma di legge un ampio locale (tipo tavernetta) della stessa, affinché possa ospitare il laboratorio di trasformazione alimentare (prodotti biologici venduti in fiere e mercatini del settore) della cooperativa di cui sono amministratore legale e socio lavoratore. Ciò è legalmente fattibile? L’idea mi è venuta visitando un amico fornaio, il quale produce il pane in una piccola dependance attigua all’abitazione.
Grazie per la cortese attenzione.
Cordialmente.

Gentile Sig.ra Monica,

La ringrazio per il Suo apprezzamento.

Consideri che per mettere a norma un edificio rurale, occorre prima di tutto ottenere l’agibilità come locale artigianale. Per ottenerla deve chiedere al Comune se è possibile ciò o ci sono limitazioni per il Suo progetto.

2 Comments
  1. Gentile Dott. Martino

    sono una giovane imprenditrice e ho un locale commerciale a disposizione per un’attività. Vorrei aprire un punto vendita di pasta fresca e dolci tipici, ma non sono al corrente delle norme riguardanti la strutturazione del laboratorio. Quali sono le regole per i laboratori? Se non mi fossi spiegata, intendo parlare di piastrellare le pareti fino a che altezza? Quali materiali posso e non posso usare nel laboratorio? Come deve essere o non collegato il laboratorio all’esterno o al punto vendita? Mi hanno parlato anche di una sorta di battiscopa in metallo? Mi saprebbe dare delucidazioni?
    La ringrazio per l’attenzione!
    Manuela C.

    • Gentile Manuela, Intanto La invito a leggere il Regolamento CE n. 852 del 2004 sull’haccp che da le disposizioni generali sui requisiti igienico sanitari di un laboratorio di produzione.
      In via generale un laboratorio deve avere pareti lavabili e disinfettabili fino a minimo 2 metri di altezza (probabilmente le ASL locali imporranno le piastrelle fino); dovrebbe avere gli angoli e spigoli arrotondati, pavimanti privi di fassure ove si può accumulere lo sporco; le finestre devono essere protette da zanzariere ed evitare l’accumulo di polvere; possono essere utilizzati solo attrezzature in acciaio, teflon, o qualunque altro materiale non assorbente, atossico, lavabile e disinfettabile (è viateto il legno). Anche le porte e le finastre devono essere in Materiale lavabile e disinfettabile. L’areazione deve essere naturale, (generalmente minimo 1/8 della superficie calpestabile). L’altezza minima potrebbe essere di 3 metri. Valuti le dimensioni minime del laboratorio richieste dalle asl. Per altre e più precise delucidazioni, chieda diretamente all’ASL della sua zona.

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