Quanto costano le autorizzazioni ASL per aprire una paninoteca?

Aprire una paninoteca per asporto

buon giorno…spero che lei puo darmi delle risposte… ho intenzione di aprire una paninoteca solo d’asporto costruentola da zero in un locale vuoto…
Le mie domante a lei sono:
serve il REC…?
Costa tanti soldi avere le autorizazioni ASL per portarlo a norma?
Ho gia contattato alcuni fornitori che mi porteranno la merce di cui ho bisogno e sono disposti a darmi alcune cose di cui ho bisogno come forni frigo e congelatori… ma quello che non so sono i costi che ASL mi puo chiedere..
Spero che puo darmi qualche consiglio. Andrea

Gentile Sig Andrea

una paninoteca per asporto è considerata come una attività artigianale che non ha bisogno nè della licenza di somministrazione di alimenti e bevande, nè del relativo corso di somministrazione. Dovrà frequentare comunque il corso per poter commercializzare bevande in confezione chiusa.

Riguardo ai costi per le autorizzazioni ASL, essi sono irrisori. In Puglia la DIA sanitaria (ovvero l’autorizzazione) costa un versamento di 25€. Nelle altre Regioni non conosco l’entità del versamento. I veri costi si hanno negli eventuali adeguamenti strutturali per rendere il locare a norma dal punto di vista igienico sanitario. Quale sia l’importo per gli adeguamenti o a quanto possano ammontare, è impossibile approssimare.

Fortunatamente una attività per asporto non deve avere il bagno per i clienti; ma non può effettuare servizio ai tavoli. Lei può comunque installare dei tavolini o appoggi con sedie per consentire ai clienti di consumare liberamente il proprio panino.

Dott. Cesare Martino Tecnologo Alimentare

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12 Comments
  1. buon giorno…spero che lei possa darmi qualche informazione.vorrei aprire una paninoteca da asporto nel FRIULI VENEZIA GIULIA..so che per la paninoteca serve solo la DIA SANITARIA..VORREI METTERE ANCHE DELLE BEVANTE IN LATTINA E BIRRA IN BOTTIGLIA PER LE BEVANTE E OBLIGATORIO IL REC ? GRAZIE

    • Gentile Sig. Fabio, Per le attività per asporto non le occorrerà il REC nè dovrà richiedere la licenza di somministrazione di alimenti e bevande al Comune. Le occorre comunque il corso per il commercio di bavande. Può anche aprire prima del corso, ma nel frattempo non può vendere bevande.

  2. MI SCUSI HO DIMENTICATO A CHIEDERE UNA COSA. SI PUO APRIRE IL LOCALE E NEL FRA TEMPO FARE IL CORSO PER IL REC ? HO BISOGNA AVERE PRIMA DI APRIRE IL REC ? LA RINGRAZIO PER LA CORTESIA

  3. Egregio dott. ho un laboratorio di pasta fresca ,tutta la produzione la vendo diretamente nel mio negozio, vorrei produrre e vendere nella mia provincia anche pasta fresca surgelata senza chiedere il bollo cee .grazie

    • Gentile sig. Veneziano,
      lo faccia pure. Il bollo CE è richiesto per le macellerie e i caseifici che vogliono vendere a terzi. Viene richiesto il bollo CE anche per gli aliemti in tamosfera protettiva o modificata. Nel Suo caso mi pare che non vi sia alcun bisogno

  4. salve,
    approfitto della sua competenza nella materia in questione per chiedere alcuni approfondimenti riguardo questo argomento.
    Mi accingo a intraprendere l’attività di paninoteca nel centro di roma e ci sono alcune cose che non mi sono del tutto chiare. riepilogo quello che ho capito e le chiedo di correggermi laddove sia in errore.
    - per aprire una paninoteca per asporto non ho bisogno di nessun tipo di licenza.
    - per vendere bevande chiuse devo frequentare un corso, ma se metto un distributore automatico il corso non mi serve.
    - non ho bisogno di un bagno pubblico per i clienti.
    i dubbi più grandi rigurdano i requisiti del locale. più precisamente la cucina.
    innanzi tutto, la canna fumaria è indispensabile? o dipende da cosa si offre al pubblico? un locale senza canna fumaria può avere una piastra per la preparazione di hamburgher, hot dog e altre cose che vanno cotte? e la cucina deve avere una dimensione minima?
    in sintesi, le chiedo, quali sono i limiti di cucina in un locale senza canna fumaria?
    la ringrazio anticipatamente per le sue cortesi risposte.

    • Gentile Sig. Leonardo,
      Ha ben inteso la maggior parte dei concetti base. Il distributore deve essere gestito da terzi e non da Lei. La cappa spirante è indispensabile per fumi molto grassi, gas e vapore. Lo sfogo dei fumi può avvenire con abbattitore di fumi al piano terra; oppure con canna fumaria oltre il tetto.
      Le dimensioni minime di una cucina dipendono dal numero di attività previste. In via generale con 20 metri quadrati si sta a norma.
      Senza cappa fumaria, non può cuocere, friggere, grigliare o bollire alimenti. Generalmente senza cappa è possibile scaldare o ultimare la cottura di alimenti in forni elettrici auto ventilati. Ovviamente suggerisco sempre di consultare i funzionari asl

  5. Egregio Dott. Martino,
    allego in merito a questo argomento una richiesta da farle.
    Ho un’attività già avviata da diversi anni con licenza artigianale di “Friggitoria, pizzeria”, senza la somministrazione. Ho cappa aspirante e tutte le attrezzature che competono questo settore. Mi chiedevo a questo punto se potevo iniziare anche a preparare panini e venderli da asporto o a consumo immediato..secondo lei è possibile?Posso cuocere la carne? La mia licenza lo prevede? Devo comunicarlo all’ASL? o posso procedere direttamente a inserirlo in autocontrollo?
    Grazie mille!

    • Gentile Moira,
      ciò che si può fare deve essere previsto nella autorizzazione sanitaria; ora DIA sanitaria. Una pizzeria con friggitoria non credo che sott’intenda panini e carne arrosto, per le quali produzioni, a mio avviso, serve una integrazione all’asl con dia sanitaria

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