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Cuoco a domicilio e permessi sanitari da chiedere



Cuoco a Domicilio

Cuoco a Domicilio

le scrivo per avere informazioni relativamente all‘apertura di una posizione come CUOCO A DOMICILIO.
scrivo dalla provincia di Bologna e la mia attivita’ sarebbe rivolta principalmente alla preparazione ed organizzazione di buffet per compleanni per bambini e piccole cerimonie.
Sto raccogliendo informazioni da ogni parte ma sembra che non ci sia molto materiale in merito.
L’unica caosa chiara e definita’ e’ la parte fiscale. mi hanno detto di aprire la partita iva come professionista e di aprire una posizione INPS nella gestione separata.

Per quello che riguarda invece i permessi sanitari sono in alto mare.
mi puo’ dare qualche dritta?
La sua consulenza avviene solo sul suo sito di riferimento o anche privatamente? Grazie per ogni informaizone che vorra’ lasciarmi

Gentile Sig.ra Isabella,
I cuoco a domicilio è una figura un po’ anomala nel normale mondo degli OSA (Operatori del Settore Alimentare).
Le darò una risposta personale che non costituisce consulenza ma solo un parere.
Credo che innanzitutto dovrà regolarizzare la sua posizione contributiva e fiscale.
Poi potrà conseguire l’attestato per il personale alimentarista o corso HACCP o qual dir si voglia, in cui dimostrerà le sue conoscenze in tema di sicurezza alimentare e le buone pratiche di lavorazione (GMP).
È sottointeso che Lei dovrà cucinare presso il domicilio del cliente. Tale tipologia di attività è configurabile, per analogia, al Banqueting. Il banqueting, allo stato attuale, non è ancora stato normato; pertanto non vi è un modo di agire regolamentato, chiaro e preciso.
Le attività di Banqueting adottano comunque il manuali di sicurezza alimentare HACCP.
In quanto libero professionista occasionale presso civili abitazioni, non credo che dovrà applicare altri accorgimenti.

3 Comments
  1. Buon giorno,
    Le scrivo per chiederle informazioni sull’attività di cuoco a domicilio. La mia ragazza svolge l’attività di “wedding planner” presso una villa storica, procacciando i clienti e poi avvalendosi di alcuni catering esterni i quali pensano al cibo.
    I proprietari della villa affittano direttamente agli sposi con un contratto di locazione, tutta la location che è composta da cortili esterni diverse sale interne e una cucina.
    La mia domanda è:
    Io sono un cuoco e vorrei, avvalendomi della formula di “cuoco a domicilio” al cibo cucinandolo direttamente nella cucina della location, che è alla pari di una cucina privata, visto che è stata affittata per quella data dagli sposi.
    Grazie
    Buona giornata
    Matteo

  2. Buongiorno,
    le scrivo in quanto non sono riscita a reperire informazioni relativa al “catering domiciliare” inteso come preparo a casa mia e consegno a casa del committente.
    Si trovano molte informazioni relative al cuoco a domicilio che in qualche modo cucina a casa del cliente, ma non quello che cerco io.
    Ho l’abilitazione rec ma non riesco a capire se dovrei demolire la cucina di casa e farne una di industriale o se sono necessari piccoli accorgimenti e tutto risulta ok.
    Oppure come qualcuno dice: conviene diventare cuoco a domicilio, che permette poi di poter esercitare anche in casa propria e quindi poi provvedere anche alla consegna?
    Lei ha informazioni in particolare o saprebbe indirizzarmi.
    Grazie e Cordiali Saluti, Alessandra

    • Gentile Sig.ra Alessandra,
      per produrre in casa propria in modo legale, dovrebbe farsi autorizzare dall’asl la parte di abitazione da destinare al suo scopo. Questo può voler dire cambiare destinazione d’uso, presentare una dia sanitaria all’asl per farsi autorizzare, avere il manuale haccp, ecc. ecc. Non credo che esercitando come cuoco a domicilio può scavalcare quanto le ho riferito.

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