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Divieto di vendita bevande alcoliche ai minori applicabile anche alla somministrazione



divieto di somministrare bevande ai minori

Divieto di vendere alcolici ai minori

Divieto di vendita bevande alcoliche ai minori applicabile anche alla somministrazione

 

La legge n. 189/2012, di conversione del Decreto Legge n. 158/2012, recante disposizioni urgenti volte a promuovere lo sviluppo del nostro Paese tramite “un più alto livello di tutela della salute” (c.d. “decreto salute”), prevede l’inserimento, dopo l’art. 14-bis della legge 30 marzo 2001, n. 125, di un nuovo art. 14-ter, che ha introdotto il divieto di vendita di bevande alcoliche a minori, stabilendo l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da 250 a 1000 euro a chiunque vende bevande alcoliche ai minori di anni diciotto. Se il fatto è commesso più di una volta, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 2000 euro, con la sospensione dell’attività per tre mesi.
La norma deve intendersi da applicare sia agli esercizi di vendita (esercizi commerciali di qualsiasi dimensione e tipologia) che di somministrazione di alimenti e bevande, con efficacia dall’11 novembre 2012, giorno di entrata in vigore della legge n. 189.
Ciò sebbene l’art. 689 del codice penale già preveda l’arresto fino ad un anno per chiunque somministri bevande alcoliche a minori di anni 16.
Pertanto, Il Dipartimento della P.S. del Ministero dell’Interno ha specificato che “secondo l’interpretazione che pare più aderente allo spirito ed al tenore delle nuove disposizioni, la vendita per il consumo sul posto (somministrazione) di bevande alcoliche è sanzionata ai sensi dell’art. 689 cod. pen., se eseguita nei confronti di minori di 16 anni, e ai sensi del nuovo art. 14-ter della legge 30.3.2001, n. 125, se eseguita nei confronti di minori di età compresa tra i 16 e i 18 anni; tale ultima disposizione si applica anche alla vendita di alcolici per asporto ai minori di qualunque età”.

Fonte Confesercenti Lecce

2 Comments
  1. Gent. ssimo Dott. Martino,
    dopo aver preso visione della mail in merito alla vendita-somministrazione bevande alcoliche a minorenni, avrei una domanda di ulteriore chiarimento da porle.
    Spesso mi capita di dover organizzare ricevimenti per compleanni di 18 anni, in cui gli ospiti sono prevalentemente ragazzi. Non nego che spesso chiedono bevande alcoliche e noi siamo molto titubanti nel fornirle. La mia domanda che mi sorge è questa: pur non vendendo al banco come succede nei bar, la legge è rivolta anche a noi della ristorazione per quanto riguarda la somministrazione? e come mi posso comportare con i clienti in queste circostanze?
    Nell’attesa di una sua risposta la ringrazio in anticipo per l’attenzione che mi riserverà.
    Distinti Saluti

    • Gentile Sig.ra
      Purtroppo nelle ferte private in locali pubblici, gli obblighi di legge vanno rispettati ugualmente, e non conviene rischiare severe azioni disciplinari da parte degli organi di controllo e vigilanza.
      In situazioni in cui l’età dei clienti è al limite, come in occasione di un diciottesimo, o quando l’età del ragazzo appare troppo giovane, occorre richiedere un documento di identità prima di somministrare una bevanda o coktail alcolio. E’ plausibile, o comunque prevedibile, che in queste occasioni un maggiorenne possa richiedere una bevanda alcolica per poi passarla al ragazzo non maggiorenne. In questo caso chi somministra non ha l’obbligo di effettuare azioni di “polizia” per impedire il suddetto passaggio.

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