enoteca con somministrazione
egr.dott.martino
ho a disposizione un negozio di circa 50 mq.vorrei dedicare una parte del locale alla vendita di vini prevalentemente sfusi e 30 mq del locale ad un’attivita’ di somministrazione (piadineria o tigelleria preparate sul posto) mettendo qualche tavolo anche all’esterno senza servizio al tavolo. ho letto i vari post e non ho capito questa questione dei due bagni. ho visto molte enoteche piccole che hanno un solo bagno e fanno somministrazione. mi puo’ dare delucidazioni in merito? la ringrazio
Gentile Sig.ra,
La materia è assai complessa e variabile. Secondo quanto disposto dal D.lgs 114/1998 è possibile il consumo immediato dei prodotti della gastronomia negli esercizi di vicinato mediante l’utilizzo dei locali e degli arredi dell’azienda. Gli esercizi di vicinato sono i piccoli negozietti che commercializzano alimenti comprese attività commeciali di alimenti come le enoteche. L’unica condizione esplicitamente richesta è che non si faccia servizio ai tavoli (somministrazione).
La legge del 4 Agosto 2006 N° 248, prevede che ache i panifici possano prevedere il consumo in loco mediante l’uso dei locali ed arredi escludendo il sevizio assistito. In tutte queste situazioni non è previsto il bagno per i clienti, a meno chè non lo preveda espressamente il regolamento comunale di igiene ove insiste l’attività.
Per le restanti tipologie di attività come le piadinerie, le stesse pizzerie da asporto, le kebabberie da asporto, le paninoteche da asporto ecc. ufficialmente non possono prevedere il consumo in loco degli almenti acquistati. Tra tutte le normative in materia, non si riesce ad evincere una interpretazione che possa fugare ogni dubbio sull’opportunità di consumare in loco i pasti. L’unico modo regolare ed indiscutibile, sarebbe quello di richiedere la licenza di somministrazione e prevedere anche i bagni per i clienti.
Di fatto una pizzeria che consente il consumo in loco dei propri prodotti mediante l’uso di arredi come tavolini e sgabelli, è sanzionabile. Anche in questo caso c’è molta “interpretazione” da parte degli organi di controllo. Alcuni tollerano ed acconsentano al consumo in loco; mentre altri sanzionano. Per tale ragione, prima di consentire il consumo in loco, è meglio chiedere in ASL il loro “parere” in merito alla sosta senza sevizio per il consumo degli alimenti
Tecnologo Alimentare Lecce
Gentile Dott. Martino,
sempre riguardo un’attività di esclusiva vendita (e non somministrazione) di vini, ho una domanda: oltre al vino imbottigliato è possibile associare la vendita di vino sfuso di produzione artigianale?
Ovviamente si tratta di produzione “in casa”, fatta dagli stessi proprietari dell’enoteca…a livello di normativa e di HACCP come bisogna comportarsi?
La ringrazio,
Carmela
Gentile Sig.ra Mela,
la produzione primaria di vino, viene regolamentata dal regolamento ue n. 852/2004.
innanzitutto l’attività agricola di produzione di vino va dichiarata all’ASL con DIA sanitaria.
la vendita di vino di propria produzione va comunicata con dia sanitaria all’asl e indicare le procedure di sicurezza sul manuale haccp
Salve vorrei aprire un circolo/associazione eno-gastronomica per la valorizzazione dei vini locali (comunicazione e wine tasting). Vorrei sapere se con la formula ‘Associazione’, dato il carattere saltuario della stessa (apertura solo nei weekend), fosse possibile evitare l’iscrizione alla camera di commercio e quindi tutti gli oneri che questo comporta.
Inoltre vorrei sapere se fosse possibile evitare il corso di somministrazione per cibi e bevande proprio in virtù del fatto che l’attività in questione non figurerebbe iscritta alla camera di commercio. Aspetto una sua risposta.
Pio
Gentile Sig. Pio,
credo che dovrà effettuare tutti gli adempimenti previsti anche se apre una volta a settimana
Salve,
io avrei in progetto l’apertura di una enoteca nella quale vorrei anche somministrare il vino in calice abbinato a cibo tipo panini, piadine, stuzzichini ecc…
il locale è sprovvisto di cucina propria. crede che sia possibile solo ricavando un piano lavoro all’interno del locale?
Grazie in anticipo.
Gentile Sig. Pablo,
Secondo il D.lgs 114/98, le attività commerciali possono consentire il consumo in loco di alimenti acquistati presso una enoteca.
Nelle attività di somministrazione come i bar, è possibile, salvo differenti disposizioni ASL locali, preparare panini ed aperitivi anche in zona retrostante il banco di lavoro.
Stante il suo progetto, mi pare difficile considerare la Sua attività di solo commercio di alimenti e non di soministrazione
Buongiorno,
ho un’enoteca dove vendo vino e altri prodotti già confezionati.Non c’è consumazione.
Ogni prodotto che entra in negozio ha una fattura dove è menzionato il prodotto col relativo lotto.
E’ necessario avere un registro di tracciabilità dove annotare la data di entrata di quel lotto?
Mi sembra che la fattura sia già sufficiente o no?
La ditta individuale ha l’obbligo di avere un manuale di autocontrollo?
In maniera più semplice da spiegare, io sono il titolare e non ho dipendenti.
Grazie.
Gentile Sig. Guglielmo,
il manuale haccp serve anche per un negozio di sola rivendita. Per la tracciabilità può bastare la copia della fattura. Se vuole essere più preciso e completo trascriva il lotto del prodotto anche sulla stessa fattura.
SALVE
VORREI SAPERE SE UN’ENOTECA (IN CUI SI CONFEZIONANO ANCHE PRODOTTI SFUSI TIPO CIOCCOLATE, INFUSI ECC.) FACENDO SPORADICAMENTE DEGUSTAZIONE DI VINO O LIQUORI, SI PARLA SEMPRE DI DISTRIBUZIONE O ANCHE DI SOMMINISTRAZIONE
GRAZIE
Buongiorno Dottore,
vorrei porgerle una semplice domanda: in un beershop (che vende birre in bottiglia, senza somministrazione) è possibile allestire il locale con dei divanetti e tavolini? i clienti possono consumare all’interno del locale senza che vengano serviti? o in questo caso si parla comunque di somministrazione? grazie mille.
Gentile Sig.ra Sonia,
Le dò una buona notizia!!!
Secondo il D.lgs 114/98 ART. 7 dispone quanto segue: “Fermi restando i requisiti igienico-sanitari, negli esercizi di vicinato autorizzati alla vendita dei prodotti di cui all’articolo 4 della legge 25 marzo 1997, n. 77, e’ consentito il consumo immediato dei medesimi a condizione che siano esclusi il servizio di somministrazione e le attrezzature ad esso direttamente finalizzati“. Questo vuol dire che può dissporre piani di appoggio alti e sgabelli per soddisfare quanto richiesto dalla norma ed essere in regola senza ricadere nella Somministrazione con tutti i requisiti necessari
Gentile Sig.ra Sonia,
Le dò una buona notizia!!!
Secondo il D.lgs 114/98 ART. 7 dispone quanto segue: “Fermi restando i requisiti igienico-sanitari, negli esercizi di vicinato autorizzati alla vendita dei prodotti di cui all’articolo 4 della legge 25 marzo 1997, n. 77, e’ consentito il consumo immediato dei medesimi a condizione che siano esclusi il servizio di somministrazione e le attrezzature ad esso direttamente finalizzati“. Questo vuol dire che può dissporre piani di appoggio alti e sgabelli per soddisfare quanto richiesto dalla norma ed essere in regola senza ricadere nella Somministrazione con tutti i requisiti necessari.
p.s. Per il consume nella parte esterna del locale, non credo che sia altrettanto facile poter consentire il consumo in quanto si potrebbe incappare nell’occupazione di suolo pubblico per il quale è necessario chiedere al Comune; Inoltre l’ufficio di igiene presso l’ASL potrebbe richiedere maggiori requisiti. Le suggerisco di informarsi presso i rispettivi organi se vuole consentire il consumo anche fuori
Gent.mo Dott. Cesare Martino
Ho intenzione di aprire un wine bar, essendo proprietario di un piccolo appezzamento di terreno coltivato a vigneto, con una produzione media annua di circa 1000 l, gradirei sapere se posso vendere il mio vino, nel locale, e con quali modalità, fermo restando che non possiedo un marchio per la commercializzazione dello stesso.
Sentiti ringraziamenti. Ruggero
Egregio Dott Martino,
ho intenzione di aprire un esercizio di vicinato in Milano per la vendita di vino sia sfuso che in bottiglia. Il locale che ho affittato era prima un bar con il dehors fuori. Data la posizione del negozio e la predisposizione dello stesso ho pensato di unire anche il discorso della mescita. Il Comune mi ha riferito che la somministrazione non assistita in caso di enoteca non è prevista , ma è prevista nei casi da lei citati ( panetterie, Pasticcerie ect). La mia intenzione era di utilizzare lo spazio fuori mettendo qualche appoggio (Barrique) e poter quindi unire la vendita alla somministrazione di solo vino con magari due stuzzichini (no bar).
Il comune mi ha inoltre riferito che l’occupazione di suolo pubblico è prevista solo ed esclusivamente per i Pubblici esercizi. Realtà nella quale non vorrei rientrare. Lei mi sa dare indicazioni o indicare decreti che possona fare al caso mio. Di realta’ come la mia ne esistono già, ma quando l’ho fatto presente la risposta è che probabilmente stanno trasgredendo.
La ringrazio molto per la cortese attenzione.
Porgo cordiali saluti
Andrea
Gentile sig Andrea,
Panetterie ad attività di commercio possono consentire il consumo non assistito in loco.
Le considerazioni del Comune mi paiono coerenti alla normativa.