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FARMER MARKET



farmer market

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la contraddizione del nostro sistema commerciale vede sempre più divaricarsi la “forbice” tra i prezzi di vendita alla produzione ed i prezzi di vendita al consumo. Il caro vita ci fa accorgere che aumentano sempre ed improvvisamente anche quei prodotti che non possono subire variazioni di prezzo a causa delle variazioni climatiche come i funghi coltivati.

Benchè ogni amministrazione cerchi di migliorare le cose in merito, si ha sempre l’impressione che le cose peggiorino. È certo che tutti i passaggi di compra-vendita dal campo alla tavola, comportano una serie di rincari che vanno a ledere, come al solito, il potere d’acquisto del consumatore finale.

Questo sistema, se ci pensate un attimo, ha un aspetto “discutibile”. Nel supermercato vicino casa trovo spessissimo prodotti provenienti da qualunque parte d’Italia, se va bene, se non dal resto del mondo. Il prodotto, per spostarsi, ha dovuto viaggiare su gomma comportando oltre al costo, anche un aumento dell’inquinamento globale. I prodotti per durare nel tempo devono essere raccolti con sufficiente anticipo e in non completa maturazione a svantaggio del gusto e delle proprietà nutrizionali. Ed in più, il denaro del consumatore, si sposta da una regione (o nazione) ad un’altra. È bello poter mangiare tutto l’anno lo stesso vegetale; ma questo ha un costo! Ha un costo anche in termini di cultura locale perchè si è perso completamente il contatto col territorio, col contadino.
Da qualche anno le cose stanno cambiando, ed i consumatori stanno cercando un’alternativa al monopolio della grande distribuzione che ignora il produttore locale. In tutta Italia si stanno diffondendo i cosiddetti farmer market. Si tratta di realtà locali che coltivano e vendono i loro prodotti direttamente al consumatore finale. Questi Farmer market Possono esistere in forma individuale presso l’azienda agricola o riuniti in strutture comuni (tipo mercato coperto dove si vendono solo prodotti locali). Anche gli allevatori possono vendere direttamente il loro latte e derivati ad un prezzo conveniente per tutti senza essere costretti a svenderlo ad altri intermediari.
Un sistema del genere, se applicato, comporta tantissimi vantaggi. Si eliminerebbero tutti i passaggi di “mano” che comportano uno sproporzionato aumento di prezzo; s’instaura un rapporto diretto e di vera fiducia con il produttore; i prodotti acquistati sono sicuramente freschi in quanto dalla raccolta alla vendita passano appena poche ore; il sapore dei vegetali è quello autentico in quanto non è stato raccolto semi acerbo per poter resistere al trasporto; la genuinità è garantita in quanto non è stato impiegato nulla per favorire la durata dei vegetali; l’ecosistema ne avrebbe vantaggio per le minori emissione di smog dei mezzi di trasporto. A questo si aggiunge lo sviluppo economico del territorio ed il consumatore spenderà sicuramente meno per avere un prodotto di alta qualità.
Anche i ristoratori potrebbero valorizzare il territorio evidenziando la provenienza delle loro materie prime dal contadino o azienda agricola poco distante dall’attività.
I consumatori dovrebbero iniziare a creare ed accrescere questo “nuovo” mercato chiedendo ai contadini di loro conoscenza di produrre e vendere direttamente i frutti della loro terra presso la loro azienda o presso dei centri comuni di vendita o invitare gli acquirenti a raccogliere i frutti direttamente dal campo o dall’albero. La finalità di tutto ciò è lo sviluppo economico-culturale del territorio. I miei impegni futuri saranno orientati anche in questa direzione e sarò disponibile a collaborare con quanti vorranno essere partecipi per lavorare per il benessere comune.
I farmer market Hanno bisogno di regole che occorre creare perchè questa risorsa diventi una vero mezzo di sviluppo è non un nuovo strumento di marcketing per “figure” che farmer marketing non sono.

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