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	<title>Dr. Cesare Martino Tecnologo Alimentare &#187; bar</title>
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	<description>CONSULENTE A LECCE, BRINDISI, TARANTO, BARI. Info@cesaremartino.it - Cell. 329.3512283</description>
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		<title>Bagni per bar caffetteria. Differenza tra sosta e senza sosta</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 14:07:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[bagni per sosta]]></category>
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		<category><![CDATA[quanti bagni occorrono]]></category>

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		<description><![CDATA[Che differenza c'è tra bar caffetteria con sosta e senza sosta. quanti bagni occorrono?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"> </span></p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 164px"><img title="caffetteria con sosta" src="http://www.cesaremartino.it/wp-content/uploads/2009/06/bagno.jpg" alt="caffetteria con o senza sosta" width="154" height="115" /><p class="wp-caption-text">caffetteria con o senza sosta</p></div>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">stiamo affrontando il problema <strong>caffetteria senza sosta</strong> e chiaramente ci  troviamo un muro , <strong>l’assl  dice  che non serve avere il bagno per  portatori di endicap</strong> in questo caso  ,  del resto senza sosta  significa  che non possiamo neppure servire il caffe al cliente , <strong>il comune dice  che ci vuole </strong>, ma allora che significato  possiamo dare quando diciamo  bar  caffetteria senza sosta ?? cosa cambia con sosta  o senza sosta ??</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;">Un bar senza sosta, può prevedere un solo bagno sia per gli avventori dia per i dipendenti. In questa attività di solito non vi sono tavolini  ma solo appoggi e non viene effettuato servizio ai tavoli. Un bar con sosta, prevede sia i tavolini per la sosta e deve avere i bagni sia per gli avventori  sia per i dipendenti.  <strong>Gli ispettori sanitari, possono avere poca voce in capitolo quando hanno di fronte un regolamento comunale di igiene che, in questo caso, detta legge.</strong> Credo che in questa vicenda abbia più potere il Comune. Ad ogni modo chieda di poter visionare il regolamento comunale di igiene relativa l&#8217;apertura di bar con prevista sosta o meno. solo allora avrà la certezza di ciò che dovrà fare.<br />
</span></p>
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		<title>per un locale da asporto serve la vecchia iscrizione al rec?</title>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 21:07:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ristorante]]></category>
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		<description><![CDATA[non serve l'iscrizione al rec per le attività di ristorazione]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #0000ff;">volevo sapere se per un locale da asporto mi serve la vecchia iscrizione  al rec.<span id="more-1891"></span></span></p>
<p><span style="color: #008000;">NO. é stato abolito con la liberalizzazione del commercio attuato dal Decreto Bersani</span>. <span style="color: #008000;">Questo vale anche per le attività di somministrazione di alimenti e bevande</span>.</p>
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		<title>Acquisto licenza bar</title>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 14:46:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[acquistare licenza bar]]></category>
		<category><![CDATA[licenza bar]]></category>
		<category><![CDATA[licenza per bar]]></category>

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		<description><![CDATA[licenza per aprire un bar]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #0000ff;"> </span></p>
<div id="attachment_1874" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><img class="size-thumbnail wp-image-1874" title="alcool" src="http://www.cesaremartino.it/wp-content/uploads/2010/05/alcool-150x150.jpg" alt="Licenza bar " width="150" height="150" /><p class="wp-caption-text">Licenza bar </p></div>
<p><span style="color: #0000ff;">Mi chiamo Paolo e sono interessato all&#8217;acquisto della licenza di un bar ben avviato nel centro storico di&#8230;..<br />
Ho avuto un primo incontro informativo con il proprietario del bar il quale ha chiesto per la cessione della sua licenza 300.000 Euro.<br />
Le volevo chiedere quali sono i parametri da considerare per capire se può essere un buon affare partendo dall ipotesi peggiore di dover avere un finaziamento per il totale della cifra richiesta ed un affitto di 1750 euro mensili e se è a conoscenza di corsi per la gestione di attività proprie.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1873"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;">ho in parte già risposto ad una domanda simile, anche se non conosco questi parametri. Certo è che se il venditore vuole 300.000, prendere o lasciare, bisogna che scelga. Si informi nel suo comune se le licenze sono liberalizzate come dovrebbero essere secondo il decreto Bersani.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;">Visiti questo link per leggere la risposta data ad una domanda simile. <a href="../quanto-vale-un-bar-pasticceria-con-punto-super-enalotto.php">http://www.cesaremartino.it/quanto-vale-un-bar-pasticceria-con-punto-super-enalotto.php</a></span></p>
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		<title>Ci sono misure minime per aprire un bar?</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 09:54:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[misure minime bar]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono dimensioni minime per aprire un bar?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;"> </span></p>
<div id="attachment_1828" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><img class="size-thumbnail wp-image-1828" title="caffe" src="http://www.cesaremartino.it/wp-content/uploads/2010/05/caffe-150x150.jpg" alt="Aprire un bar" width="150" height="150" /><p class="wp-caption-text">Aprire un bar</p></div>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">salve volevo sapere <strong>per aprire un locale che vende solo drink</strong> alcolici e non senza tavoli, solo asporto in poche parole<strong> ci sono norme o metrature particolari da seguire</strong>?</span><span id="more-1827"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;">Salve,</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;">non ci sono metrature minime prestabilite in merito.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;">Solo per i laboratori di produzione e per le cucine sono richieste delle metrature minime che… comunque non sono Legge.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">Quindi io faccio i lavori e chiamo l&#8217;ufficio sanitario per venire a fare il sopralluogo?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;">Si.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;">Le consiglierei, comunque, di richiedere un parere preventivo presso l’asl reparto SIAN, o richieda, in maniera informale agli impiegati, informazioni in merito; magari esibendo la planimetria del suo locale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;">Saluti</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;">Saluti</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;">Dott. Cesare Martino</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;">Tecnologo Alimentare</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;">Monteroni di Lecce</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;">Cell: 329.3512283</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;"><a href="../">www.cesaremartino.it</a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;"><a href="mailto:info@cesaremartino.it">info@cesaremartino.it</a></span></p>
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		<title>Quanto vale un bar pasticceria con punto Super Enalotto?</title>
		<link>http://www.cesaremartino.it/quanto-vale-un-bar-pasticceria-con-punto-super-enalotto.php</link>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 07:41:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[qual'è il valore di mercato di un bar con pasticceria, punto super enalotto e ricariche telefoniche, cartoleria?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">Con la presente, chiedo informazioni su come comportarmi sull&#8217;acquisto di una attività commerciale. Si tratta di un bar che si trova in affitto in un locale di mia proprietà. Il conduttore mi ha proposto l&#8217;acquisto della sua attività. Come posso valutare il giusto valore di questa attività. Si tratta di un bar, pasticceria, con punto superenalotto, ricariche ecc. Per la valutazione, di quali documenti contabili ho bisogno? Premetto che si parte da una richiesta di € 300.000 Come devo regolarmi?</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">Inoltre, nel prezzo, è inclusa anche una cartoleria. Quest&#8217;ultima è di 45 mq di dimensioni, mentre il bar è di circa 100 mq. Si trovano vicino due scuole superiori. Attendo sue preziose informazioni. Saluti,</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;">Salve.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;">Le do una risposta che è puramente personale e quindi non attendibile.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;">Credo che il valore di una attività, dipende principalmente dal fatturato lordo annuo che riesce a ricavare. Al fatturato andrebbero sottratte tutte le voci di spesa (personale, materie prime, utenze, tasse, ecc. ecc.) Di quello che rimane, in quanti anni, se tutto va bene, riuscirebbe a coprire la somma spesa? Consideri anche il mancato guadagno dall&#8217;affitto che perderebbe. Metta in conto il sacrificio che dovrà sostenere per gestire un&#8217;attività così impegnativa? Se lo ritiene conveniente&#8230;</span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Ci sono finanziamenti anche per aprire un Bar?</title>
		<link>http://www.cesaremartino.it/finanziamenti-per-aprire-un-bar.php</link>
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		<pubDate>Sun, 18 Apr 2010 15:46:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[finanziamenti per aprire un bar]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono finanziamenti a fondo perduto anche per aprire un bar per acquistare macchine, attrezzature ed arredamenti. Info@cesaremartino.it Cell: 329.3512283]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;">Buongiorno, le scrivo per avere informazioni riguardanti l&#8217;</span><strong><span style="color: #ff0000;">apertura di un bar</span></strong><span style="color: #ff0000;">..<br />
Ho 29 anni sono una donna in cassa integrazione ed ho come sogno aprire un bar&#8230; Sono residente in provincia di Siena, e volevo avere delle </span><strong><span style="color: #ff0000;">informazioni riguardanti i prestiti a fondo perduto</span></strong><span style="color: #ff0000;">, se esistono anche qui in Toscana e<strong> a chi ci si deve rivolgere per informarsi</strong>..<br />
La ringrazio per l&#8217;attenzione e sarei molto grata se potesse indirizzarmi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #339966;"><br />
Gentile Sig.ra Michela,</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #339966;">I bar rientrano tra le attività di servizi che  possono ricevere i finanziamenti pubblici. Per avere maggiori informazioni su come aprire un bar con i finanziamenti a fondo perduto, dovrebbe consultare il sito di invitalia alla voce microimpresa. Scoprirà che dovrà costituire una società per poter richiedere il finanziamento maggiore (129.000€ di cui 50% a fondo perduto e 50% da restituire a tasso agevolato dell&#8217;1% circa in 7 anni). Dovrà presentare una domanda con allegato un business plan ed il preventivo delle attrezzature che vorrebbe acquistare.<br />
Se posso dire la mia opinione in merito, le suggerirei di rivolgersi ad un consulente specializzato.<br />
Generalmente i rivenditori di attrezzature con i quali sono in contatto possono provvedere a fornirle sia il consulente sia i preventivi da allegare.<br />
Mi contatti pure se volesse ricevere questo genere di informazioni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #339966;">Cordiali saluti</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #339966;"><strong><span style="color: #0000ff;">Dott. Cesare Martino Tecnologo Alimentare</span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #339966;"><strong><span style="color: #0000ff;"> Cell: 329.3512283 info@cesaremartino.it</span></strong></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il problema dei bagni nei bar e nelle attività alimentari</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jul 2009 14:19:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il bagno per il bar, come per le altre attività alimentari, spesso costituisce un problema.
Mi spiego. Un bar con un bagno a disposizione sia dei clienti sia dei dipendenti, può solo effettuare la semplice attività di somministrazione di alimenti e bevande acquistati da terzi autorizzati. Un bar con un solo bagno, quando si presenta la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_P-WnGL-vGDc/Sm8lnl-cRWI/AAAAAAAAAO0/TEw10zXdTWg/s1600-h/bagno.jpg"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_P-WnGL-vGDc/Sm8lnl-cRWI/AAAAAAAAAO0/TEw10zXdTWg/s200/bagno.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5363547043360687458" border="0" /></a><span style="color: rgb(0, 128, 0);">Il bagno per il bar, come per le altre attività alimentari, spesso costituisce un problema.</span></div>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="color: rgb(0, 128, 0);">Mi spiego. Un bar con<strong> un bagno</strong> a disposizione sia dei clienti sia dei dipendenti, può solo effettuare la <strong>semplice attività di somministrazione</strong> di alimenti e bevande acquistati da terzi autorizzati. Un bar con un solo bagno, quando si presenta la DIA SANITARIA, non può  effettuare qualsiasi operazione di <strong>preparazione di alimenti</strong>, come ad esempio la preparazione di panini. E&#8217; raccomandabile attrezzare il bagno anche per i <strong>disabili</strong> o <strong>andicappati.</strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="color: rgb(0, 128, 0);"><strong>Per poter manipolare</strong> e trasformare alimenti, in n bar ci deve essere anche il bagno per il personale. I bagni devono essere <strong>distinti per sesso</strong>; uno per gli uomini ed uno per le donne, oppure un solo bagno. O per soli uomini o per sole donne.  Sono fuori da queste disposizioni le attività a conduzione familiare che ove vi può essere un solo bagno per tutti.<br /></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="color: rgb(0, 128, 0);">Prima di prendere un locale in affitto ove impiantare un&#8217;attività, fate attenzione a quanti bagni ci sono e se sono sufficienti per le vostre necessità. Chiedete sempre prima un parere agli ispettori ASL della vostra zona.<br /></span></p>
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		<title>Il problema dei bagni nei bar e nelle attività alimentari</title>
		<link>http://www.cesaremartino.it/bagno-per-bar-panificio-ristorante-pasticcari.php</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 21:03:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[quanti bagni deve avere un bar, ristorante, pizzeria, pasticceria, panificio? Ciò che riguarda Lecce]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_942" class="wp-caption alignleft" style="width: 202px"><img class="size-full wp-image-942 " title="bagno" src="http://www.cesaremartino.it/wp-content/uploads/2009/06/bagno.jpg" alt="bagno" width="192" height="144" /><p class="wp-caption-text">Quanti bagni??</p></div>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="color: #008000;"><span style="color: #000000;"> </span>Il bagno per i bar, come per tutte le attività alimentari, costituiscono un problema, in quanto può limitare, ridurre o comunque condizionare, le attività alimentari.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="color: #008000;">Mi spiego.<span id="more-938"></span> Un bar che ha <strong>solo un bagno</strong> a disposizione sia degli avventori sia dei dipendenti, può solo effettuare la <strong>semplice somministrazione</strong> di alimenti e bevande. Somministrare significa, semplicemente, servire. Un bar che ha un solo bagno, in fase di apertura, non può essere autorizzato ad effettuare qualsiasi operazione di <strong>manipolazione degli alimenti</strong>, come ad esempio la semplice preparazione dei panini. In questo caso è raccomandabile attrezzare l&#8217;unico bagno per l&#8217;utilizzo da parte di <strong>disabili</strong> o <strong>andicappati.</strong></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="color: #008000;"><strong>Per essere autorizzati alla manipolazione</strong> e trasformazione di alimenti, un bar deve avere anche il bagno per il personale. Occorre fare attenzione, in questo caso, che il bagno sia <strong>distinto per sesso</strong>; ovvero due bagni: uno per gli uomini ed uno per le donne, oppure un solo bagno per soli uomini o sole donne. Teoricamente nei bar con annesso laboratorio di preparazione alimenti, che ha un solo bagno, possono lavorare o soli uomini o sole donne per turno di lavoro. Sono fuori da questa logica le attività a conduzione familiare che, in questo caso, possono avere un solo bagno per tutti. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #008000;">Nel prossino articolo parlerò dei requisiti minimi strutturali che devono avere i bagni</span></p>
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		<title>Il business plan: aprire bar, valutare gli incassi e prevedere i rischi</title>
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		<pubDate>Sun, 31 May 2009 13:56:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il business plan, il      piano d’affari, è spesso visto come uno strumento complesso e preso in      considerazione solo da aziende di grosso livello. In realtà, anche per      aprire bar e attività in genere, il business plan, visto come strumento di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; color: #0a670a; font-size: x-small;">Il business plan, il      piano d’affari, è spesso visto come uno strumento complesso e preso in      considerazione solo da aziende di grosso livello. In realtà, anche per      aprire bar e attività in genere, il business plan, visto come strumento di      analisi preventiva dei rischi e benefici di un impresa, è uno strumento      semplice e fondamentale che può aiutare ad evitare gravi errori.<span id="more-338"></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; color: #0a670a; font-size: x-small;">L’obiettivo      fondamentale da tenere presente nella realizzazione di un business plan è      quello di elencare e articolare tutti i costi che la struttura dovrà      sostenere e valutare se la struttura stessa sarà in grado si sviluppare un      giro d’affari sufficiente a coprire questi costi.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; color: #0a670a; font-size: x-small;">La prima cosa da      fare è partire dalla fine, cioè valutare i possibili incassi. Perché partire      da qui? Per non essere influenzati dalla determinazione dei costi che nel      nostro immaginario devono essere ben inferiori agli incassi. Cerchiamo di      pensare freddamente; l’entusiasmo è davvero la più rischiosa delle doti      nella realizzazione di un business plan.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; color: #0a670a; font-size: x-small;">Per valutare i      possibili incassi si parte generalmente dalla determinazione dell’importo      dell’unità di vendita, generalmente definita come scontrino medio. In      pratica è come se prendessimo l’incasso della giornata e lo dividessimo per      il numero di scontrini.<br />
Alcuni dei nostri clienti (parliamo di un bar) prenderanno solo un caffé,      qualcuno un caffé o un cappuccino e una brioche, altri verranno con gli      amici e in uno scontrino metteranno tre caffé e altrettanti bicchieri      d’acqua etc. per darci una mano in questo compito spiazzante, e per      convenzione, nei bar italiani si considera scontrino medio il costo      dell’espresso moltiplicato per 1.8<br />
In pratica con un espresso a 0,90€ lo scontrino medio sarebbe di 1,70 euro.      Naturalmente questo dato può variare moltissimo se il bar offre pasticceria,      gelateria, lunch o aperitivi.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; color: #0a670a; font-size: x-small;">Non è un compito      semplicissimo questo, e forse è una di quelle volte in cui lavorare con un      “esperto” o consulente può essere davvero importante. Attenti a non essere      disposti a spendere mille euro in più per un tipo di rifinitura e a lesinare      su ruoli che possono evitare errori fatali.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; color: #0a670a; font-size: x-small;">Una volta      determinato lo scontrino medio è il momento di moltiplicarlo per il numero      di volte che lo batteremo durante la giornata. Come determinare il numero di      scontrini? È un altro compito nell’esecuzione del quale non fa male contare      su un po’ d’esperienza.<br />
Sono diversi i metodi usati per calcolarlo: dal numero di scontrini per      ora/minuto al tasso di occupazione dei tavoli. Vi sembra ragionevole battere      40 scontrini per ora? È possibile, ma vuol dire essere occupati sempre al      bar, e a volte essere in difficoltà se si  è da soli. Vi sembra possibile      nello spazio e nel passaggio di fronte a quello che sarà il vostro bar?      Riflettete bene su questa impressione, può evitare disastri.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; color: #0a670a; font-size: x-small;">Fatto questo abbiamo      determinato gli incassi. Attenti all’estate se gli uffici intorno chiudono e      all’inverno se il vostro spazio è soprattutto esterno, includete la      stagionalità nel vostro calcolo, e calcolate anche il fatto che l’incasso      valutato è lordo, bisogna togliere l’IVA.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Verdana; color: #0a670a; font-size: x-small;">A questo punto è il      momento di esaminare le spese.</span></p>
<div class="snap_preview"><span style="font-family: Verdana; color: #0a670a; font-size: x-small;">La valutazione dei costi nel business        plan è di due tipi: gli investimenti necessari per aprire un bar e il        calcolo del break even, il punto di pareggio; vale a dire dei costi che        ogni giorno la nostra struttura dovrà sostenere per stare aperta al        pubblico. All’interno del break even distingueremo in costi fissi e        variabili.</span><span style="font-family: Verdana; color: #0a670a; font-size: x-small;">Il calcolo degli        investimenti necessari ad aprire un bar prevede di solito le seguenti        voci:</span></p>
<ul>
<li><span style="font-family: Verdana; color: #0a670a; font-size: x-small;">Acquisizione del fondo          commerciale (acquisto o più normalmente cauzione e costi di agenzia, o          ancora buonuscita per l’esercizio precedente.) </span></li>
<li><span style="font-family: Verdana; color: #0a670a; font-size: x-small;">Costi di ristrutturazione          (verniciatura delle mura, opere murarie, nuove tracce per acque e cavi          elettrici, spostamento fosse biologiche, creazione di spazi a norma etc.) </span></li>
<li><span style="font-family: Verdana; color: #0a670a; font-size: x-small;">Arredamento: (bancone ma anche          tavoli e sedie, eventuale arredamento di servizio e spazi esterni) </span></li>
<li><span style="font-family: Verdana; color: #0a670a; font-size: x-small;">Attrezzature. I costi delle          attrezzature meritano alcune specifiche (in altri post faremo ulteriori          specifiche anche sulle altre voci) in quanto spesso la pubblicità può          aiutarci. Molte aziende di bevande, gelati o caffé sono prontissime ad          offrire in comodato d’uso frigoriferi o macchine da caffé purché si          usino per tot anni i loro prodotti. Generalmente viene firmato un          contratto che se da una parte fa costare leggermente di più i prodotti e          concede meno libertà nel seguire la concorrenza dall’altra parte evita          un esborso iniziale nell’acquisto delle attrezzature. In pratica se          avete le spalle (finanziariamente) larghe potete legarvi meno con i          fornitori, altrimenti  è il caso di essere felici così. </span></li>
<li><span style="font-family: Verdana; color: #0a670a; font-size: x-small;">Ancora, in fase di apertura,          mettete in conto spese varie che alla fine possono diventare cospicue.          Commercialisti e notai per costituire la società, tasse assortite,          documenti e tutte quelle attrezzature che sembrano poche cose ma che          diventeranno uno stillicidio di assegni che vi accompagnerà fino ai          giorni dopo l’apertura: posate e bicchieri, i microonde (almeno 2)          attrezzature igieniche, piatti,  piante e piccoli arredi, grafico, menù          e materiale vario, mesticheria e cancelleria etc…. </span></li>
</ul>
<p><span style="font-family: Verdana; color: #0a670a; font-size: x-small;">Il calcolo del break even consiste        nel valutare quanto costerà l’apertura quotidiana del locale, in pratica        quanto dovremo incassare per riuscire a pareggiare (e guadagnare)        nell’attività.<br />
Per valutare il Break even si conteggiano parametri come:</span></p>
<ul>
<li><span style="font-family: Verdana; color: #0a670a; font-size: x-small;">L’affitto del locale. </span></li>
<li><span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"><span style="color: #0a670a;">Le utenze (elettricità,          acqua, gas etc..) cercate di desumere questi dati magari da baristi che          conoscete. Un business plan di esempio tagliato su un bar italiano lo          potete scaricare in due click partendo da </span> <a href="http://stores.lulu.com/store.php?fAcctID=2829347" target="_blank"> <span style="color: #0a670a;">QUI!</span></a><span style="color: #0a670a;"> </span> </span></li>
<li><span style="font-family: Verdana; color: #0a670a; font-size: x-small;">I costi dei servizi,          soprattutto commercialista e consulente del lavoro. Figure          indispensabili nella legislazione italiana (il consulente del lavoro          soprattutto se avete dipendenti). </span></li>
<li><span style="font-family: Verdana; color: #0a670a; font-size: x-small;">Una cifra indicativa per          riparazioni e manutenzioni. In questo senso per molte attrezzature in          comodato d’uso la riparazione è più o meno gratuita, se avete una cucina          può essere utile stipulare un abbonamento fisso di manutenzione che non          vi dia sorprese, molto spesso i manutentori li propongono (ma non          sempre). </span></li>
<li><span style="font-family: Verdana; color: #0a670a; font-size: x-small;">L’assicurazione: verso incendi          e atti vandalici ma soprattutto verso danni a terzi: pensate solo ad un          cliente che scivola sulle scale o alla ricorrente e sempre drammatica          bevuta di varechina da una bottiglia ritenuta d’acqua. </span></li>
<li><span style="font-family: Verdana; color: #0a670a; font-size: x-small;">La pubblicità: questo è un          argomento vasto a cui dedicare un post. In ogni caso e soprattutto per          una nuova apertura è un costo quasi imprescindibile, grafico, tipografia          e acquisto di eventuali spazi pubblicitari. </span></li>
<li><span style="font-family: Verdana; color: #0a670a; font-size: x-small;">Gli Oneri finanziari: in          pratica quanto ci costano in interessi i soldi che abbiamo preso in          prestito per aprire(altro capitolo vastissimo). Attenzione, spesso          sottovalutare questo dato può essere fonte di amare sorprese. </span></li>
</ul>
<p><span style="font-family: Verdana; color: #0a670a; font-size: x-small;">Capitolo a parte è il personale.        In Italia, soprattutto per il “cuneo fiscale” vale a dire la differenza        fra il costo del dipendente per l’azienda e lo stipendio effettivamente        percepito dal dipendente stesso, il costo dei dipendenti è spesso molto        gravoso. Pensate che ad uno stipendio di circa 1000 € corrisponde        un’esborso dell’azienda di circa 2200€. In più calcolate la tredicesima in        dicembre e la quattordicesima in luglio. Il personale è sicuramente un        costo pesante, nel quotidiano dovrete lavorare per limare anche di solo        mezz’ora gli orari di ognuno. Ci sono numerose forme contrattuali, le        esamineremo in futuro. Tenete presente che il costo del personale tende al        patologico quando supera il 35% degli incassi.</span></p>
<p><span style="font-family: Verdana; color: #0a670a; font-size: x-small;">A completare il break even sono i        costi variabili, rappresentati di fatto dal costo del cibo. Il dato di        partenza per calcolarlo è il cosiddetto food cost, il costo unitario delle        preparazioni in menù.<br />
Carta e penna: per preparare un cappuccino serve:<br />
caffé 7gr  = 0,09€<br />
zucchero 5gr  =0,02€<br />
latte 120ml (consideriamo in questo caso un piccolo spreco) = 0,14 €</span></p>
<p><span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"><span style="color: #0a670a;">Il costo di un cappuccino è        quindi di 0,25 €, se lo vendiamo a un euro il food cost sarà del 25%. Il        discorso è articolato e probabilmente sarà più chiaro esaminare </span> <a href="http://stores.lulu.com/store.php?fAcctID=2829347" target="_blank"> <span style="color: #0a670a;">l’analisi allegata</span></a><span style="color: #0a670a;">,        pensate però che generalmente il food cost medio è intorno al 18 % nel        settore caffetteria e può arrivare e superare facilmente al 30% nel        settore food.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana; color: #0a670a; font-size: x-small;">Valutato il food cost di ogni        preparazione calcoliamo quello medio. Diamo percentuali di vendita ad ogni        settore di prodotti (cosa compone il nostro incasso? Per il 20% caffé, per        il 18 brioches, per il 10% panini etc) poi facciamo la media dei vari        settori e stabiliamo la cifra usando come base gli incassi che abbiamo        preventivato. Se abbiamo preventivato di incassare 200.000€ all’anno e il        nostro food cost medio è del 27% il food cost sarà di 54.000€<br />
Anche questo concetto può sembrarvi complicato, date un’occhiata alla        tabella. Pensate che sono valutazioni davvero importanti per ogni        attività.</span></p>
<p><span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"><span style="color: #0a670a;">Ottenuto anche questo dato        si comincia a tirare le somme finali.<br />
Mettiamo in cima alla tabella l’incasso (al netto dell’IVA) e cominciamo a        scalare i costi, fa male, lo so, sembrano soldi veri, ma questa è la        strada.<br />
Quindi sottraiamo per primo il food cost o costi variabili, poi i costi        fissi e infine una voce che ancora non avevamo visto: gli </span> <a href="http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20071122042001AAvqWmE" target="_blank"> <span style="color: #0a670a;">ammortamenti</span></a><span style="color: #0a670a;">.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana; color: #0a670a; font-size: x-small;">Nei business plan dei pubblici        esercizi l’ammortamento dell’investimento iniziale viene calcolato di        solito in dieci anni, quindi, nella redazione del nostro piano prenderemo        la cifra che abbiamo calcolato nella valutazione dell’investimento e la        spalmeremo in dieci quote.</span></p>
<p><span style="font-family: Verdana; font-size: x-small;"><span style="color: #0a670a;">A questo punto facciamo la        sottrazione. L’incasso iniziale tolte tutte le spese, ammortamenti        compresi, e abbiamo l’utile (o perdita) prima delle tasse.<br />
Le</span><a href="http://www.finanze.it/export/sites/default/finanze/index.htm" target="_blank"><span style="color: #0a670a;"> tasse</span></a><span style="color: #0a670a;"> sull’utile hanno i nomi in codice        di IRES e IRAP.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Verdana; color: #0a670a; font-size: x-small;">Per convenzione l’IRES viene        calcolato come il 33% dell’utile ante imposte, sulla cifra risultante, più        altri parametri inerenti il personale si calcola il 4,25 di IRAP. Il        totale delle tasse sull’utile risulta così del 37.25%, anche se si parla        da un paio di anni di abbassarlo al 31,25% succederà mai?</span></p>
<p><span style="font-family: Verdana; color: #0a670a;"><span style="font-size: x-small;">Bene. La cifra finale risulterà        essere quello che (stipendio a parte se lo abbiamo calcolato come costo        del personale) ci metteremo in tasca…. Attenti, se se lo studio è stato        fatto con criterio rischia di essere un dato veritiero….</span>.</span></div>
<p align="justify">
<p dir="ltr" align="justify"><span style="color: #0a670a;">Fonte: </span> <a href="http://aprireunbar.wordpress.com/2008/08/04/il-business-plan-aprire-bar-valutare-i-costi/#comment-131" target="_blank"> <span style="color: #0a670a;">Il business plan- aprire bar, valutare i costi</span></a></p>
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		<title>tabella alcool</title>
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		<pubDate>Sat, 30 May 2009 11:57:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dal 23/09/2008 entra in vigore il nuovo      decreto che obbliga i locali ad esporre le tabelle informative      sull&#8217;assunzione di alcool. Le tabelle con le indicazioni sui tassi      alcolemici sono uno strumento informativo importante, ma non esiste obbligo    [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="font-size: 12px;" align="justify"><span style="font-family: Verdana; color: #008000;">Dal 23/09/2008 entra in vigore il nuovo      decreto che obbliga i locali ad esporre le tabelle informative      sull&#8217;assunzione di alcool. Le tabelle con le indicazioni sui tassi      alcolemici sono uno strumento informativo importante, ma non esiste obbligo      di esposizione a carico di tutti i pubblici esercizi.  <span id="more-332"></span>la norma prevede      che sia obbligatoria l’affissione delle tabelle solo e soltanto nei locali      in cui oltre alla somministrazione di bevande alcoliche si svolge attività      di intrattenimento. Nella parte sottostante, gli esercizi di categoria </span> <strong> <span style="font-family: Verdana; color: #ff6600;">&#8220;C&#8221;</span></strong><span style="font-family: Verdana; color: #008000;"> sono gli unici a dover esporre le tabelle. Per le altre attività, che non      fanno intrattenimento, non esiste alcun obbligo. </span></p>
<p><span id="RadEditorPlaceHolderControl1" style="display: inline-block;"></p>
<p align="center"><span style="color: #ff6600;"><strong>I pubblici esercizi di      somministrazione di alimenti e bevande sono distinti in quattro tipologie     <span style="font-size: xx-small;"><br />
</span></strong><span style="font-size: xx-small;">(Dati Validi Per il Comune di Lecce)</span></span></p>
<ul>
<li>
<div><span style="color: #ff6600;"><strong><em>Tipologia “A”</em></strong>:</span><span style="color: #008000;"> esercizi di ristorazione, per la somministrazione di pasti e di bevande,          comprese quelle aventi un contenuto alcoolico superiore al 21 per cento          del volume, e di latte (ristoranti, trattorie, tavole calde, pizzerie,          birrerie ed esercizi similari); </span></div>
</li>
<li>
<div><span style="color: #ff6600;"><strong><em>Tipologia “B”</em></strong>:</span><span style="color: #008000;"> esercizi per la somministrazione di bevande, comprese quelle alcooliche          di qualsiasi gradazione, nonché di latte, di dolciumi, compresi i generi          di pasticceria e gelateria, e di prodotti di gastronomia (bar, caffè,          gelaterie, pasticcerie ed esercizi similari); </span></div>
</li>
<li>
<div><span style="color: #ff6600;"><strong><em>Tipologia “C”</em></strong>: esercizi          di cui alle lettere a) e b)</span><span style="color: #008000;">, in cui la          somministrazione di alimenti e di bevande viene effettuata </span> <span style="color: #ff6600;">congiuntamente ad attività di trattenimento e          svago, in sale da ballo, sale da gioco, locali notturni, stabilimenti          balneari ed esercizi similari.</span><span style="color: #008000;"> Per questa          tipologia l&#8217;attività congiunta di trattenimento e svago deve essere          prevalente rispetto a quella di somministrazione. Il principio della          “prevalenza” è determinato dal rapporto fra superficie destinata          all’attività principale di trattenimento e svago e superficie destinata          alla somministrazione, che non può essere superiore al 25% di quella          totale. Non costituisce attività di trattenimento, svago o spettacolo la          semplice musica d’ascolto, di accompagnamento o compagnia; </span></div>
</li>
<li>
<div><span style="color: #008000;"><strong><em>Tipologia “D”</em></strong>: esercizi          di cui alla Tipologia “B”, nei quali è esclusa la somministrazione di          bevande alcooliche di qualsiasi gradazione.</span></div>
</li>
</ul>
<p></span></p>
<h2><span style="color: #ff6600;">DECRETO 30 luglio 2008 </span></h2>
<div class="sez">
<p align="center"><span style="color: #008000;">Disposizioni urgenti modificative        del codice della strada per incrementare i livelli di sicurezza nella        circolazione. </span></p>
</div>
<div>
<pre class="testoAtto"><span style="color: #008000;"> IL MINISTRO DEL LAVORO, DELLA SALUTE E DELLE POLITICHE SOCIALI
  Visto il decreto-legge 3 agosto 2007, n. 117, recante «Disposizioni
urgenti  modificative  del  codice  della  strada  per incrementare i
livelli  di  sicurezza  nella circolazione», convertito in legge, con
modificazioni, dall'art. 1 della legge 2 ottobre 2007, n. 160;
  Visto  in  particolare  l'art.  6,  commi 2  e  4, del sopra citato
decreto-legge,  nel  quale  si  prevede  che il Ministro della salute
stabilisce,  con  proprio  decreto,  i  contenuti  delle  tabelle, da
esporre  nei  locali  ove  si  svolgono  spettacoli  o altre forme di
intrattenimento,  congiuntamente  alla  vendita e somministrazione di
bevande  alcoliche,  le  quali riproducono la descrizione dei sintomi
correlati  ai  diversi livelli di concentrazione alcolemica nell'aria
alveolare  espirata  nonche'  le  quantita',  espresse  in centimetri
cubici,  delle  bevande  alcoliche  piu'  comuni  che  determinano il
superamento  del  tasso alcolemico per la guida in stato di ebbrezza,
pari a 0,5 grammi per litro, da determinare anche sulla base del peso
corporeo;
  Preso   atto   della   documentazione  prodotta  dalla  Commissione
costituita  presso  la Direzione generale della prevenzione sanitaria
con decreto dirigenziale 19 ottobre 2007;
  Preso   atto   delle   considerazioni   della   Commissione   circa
l'impossibilita'  di  stabilire  a  priori  la  precisa  quantita' di
bevanda che produce un determinato tasso alcolemico, ancor piu' sulla
base  del  solo peso corporeo del soggetto assuntore, prescindendo da
altre  importanti  variabili  quali  ad  esempio  il  sesso,  l'eta',
l'eventuale  stato  di  digiuno,  il  contingente  stato  fisico  del
sog-getto, l'eventuale contemporanea assunzione di altre sostanze;
  Preso  atto  che la Commissione ha ribadito che il tasso alcolemico
e'  funzione  delle specifiche caratteristiche di reazione di ciascun
individuo  e  che,  pertanto,  indicare  un  valore puntuale di tasso
alcolemico  in  corrispondenza  di  determinate  quantita'  di  alcol
assunte,   anche  tenendo  conto  di  alcune  delle  variabili  sopra
indicate,  puo' non essere adeguato ai fini dell'orientamento per una
guida sicura;
  Preso   atto  della  necessita',  rilevata  dalla  Commissione,  di
inserire  tra i contenuti delle tabelle anche adeguate istruzioni per
una corretta lettura ed utilizzo delle stesse da parte del cittadino;
  Ritenuto  opportuno che nella tabella relativa ai sintomi correlati
ai  diversi livelli di alcolemia siano inserite informazioni relative
alla   concentrazione   alcolemica  pari  a  «0»,  onde  sottolineare
adeguatamente  che anche un'alcolemia considerata bassa (da 0,1 a 0,3
grammi  per  litro)  puo'  avere  effetti  concreti  sulla  guida, in
particolare per alcuni soggetti;
  Ritenuto  altresi'  che i contenuti proposti dalla Commissione sono
adeguati a rendere le previste tabelle strumenti di semplice e sicuro
orientamento del cittadino;
  Considerato  che  l'utilizzo  delle tabelle di cui trattasi riveste
grande  importanza  per  la prevenzione dei danni alcolcorrelati e in
particolare  degli incidenti stradali nonche' al fine di incrementare
i livelli di sicurezza nella circolazione;
Decreta:
</span><span style="color: #ff6600; font-size: small;">  <strong>Art. 1.</strong></span><span style="color: #008000;">
  1.  In  attuazione  dell'art. 6 del decreto-legge 3 agosto 2007, n.
117  convertito  in legge, con modificazioni, dall'art. 1 della legge
2 ottobre  2007,  n.  160,  sono  approvati  i  contenuti di cui agli
allegati 1 e 2, che fanno parte integrante del presente decreto.
  2.  I  contenuti  di  cui  agli  allegati  1 e 2 sono integralmente
riprodotti nelle tabelle di cui all'art. 6 del decreto-legge 3 agosto
2007 n. 117 convertito in legge, con modificazioni, dall'art. 1 della
legge 2 ottobre 2007 n. 160, a cura dei titolari e gestori dei locali
nello stesso indicati, per le finalita' ivi previste.
  3.   Nell'allegato   3  sono  riportate  ulteriori  indicazioni  di
riferimento dirette ai titolari e gestori dei locali.
</span></pre>
</div>
<p style="font-size: 12px;" align="center"><span style="font-family: Courier New;"><strong> <span style="color: #ff6600; font-size: small;">Art. 2.</span></strong><span style="color: #008000; font-size: x-small;"><br />
1. I titolari e i gestori dei locali ove si svolgono, con qualsiasi<br />
modalita&#8217;  e  in  qualsiasi  orario,  spettacoli       o  altre  forme  di<br />
intrattenimento,    congiuntamente   all&#8217;attivita&#8217;        di   vendita   e<br />
somministrazione   di  bevande  alcoliche,  di       cui  all&#8217;art.  6  del<br />
decreto-legge   3 agosto  2007,  n.  117       convertito  in  legge,  con<br />
modificazioni,  dall&#8217;art.  1  della  legge  2      ottobre 2007, n. 160 si<br />
adeguano alle disposizioni del presente decreto.<br />
2.  Il  presente  decreto  entra  in       vigore il quindicesimo giorno<br />
successivo alla data della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale<br />
della Repubblica italiana.<br />
Il   presente   decreto  sara&#8217;  inviato       ai  competenti  organi  di<br />
controllo.<br />
Roma, 30 luglio 2008<br />
Il Ministro: Sacconi</p>
<p>Registrato alla Corte dei conti l&#8217;8 agosto 2008<br />
Ufficio  di  controllo  preventivo  sui  Ministeri       dei  servizi alla<br />
persona e dei beni culturali, registro n. 5, foglio n. 110</span></span></p>
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