CLICCA SU MI PIACE

Si può fare servizio catering in una villa o masseria privata? Quali requisiti sanirari?



catering in villa abitazione casa cascina, masseria privata

Servizio catering in villa

Gent.mo Dott. Martino,
vorrei sottoporle una piccola questione.
Mi occupo dell’organizzazione di eventi e mi è stato proposto di rilanciare una villa privata per l’organizzazione di matrimoni ed eventi aziendali.
So per certo che la cucina non è a norma per quanto riguarda la ristorazione, ma mi è stato detto esserlo come casa privata.
I miei catering potranno liberamente utilizzare detta cucina (che pare professionale) senza incorrere in sanzioni?
Chi risponderebbe di eventuale controllo in questa casa privata non più abitata?
grazie per la gentile disponibilità.
veronica

Gentile Si.ra Veronica,
Innanzitutto come catering c’è da intendersi la produzione di alimenti in un luogo autorizzato ed il consumo in un’altro luogo previo trasporto a norma.
Nel suo caso, mi pare che si tratti di Banqueting; ovvero produzione e somministrazione di alimenti persso strutture private ad opera di aziende allo scopo autorizzate.
Per fare banqueting deve presentare una DIA sanitaria all’ASL allegando una convincente relazione tecnico descrittiva. Il Banqueting non è stato ancora normato in Italia; perciò la suddetta cucina potrebba anche essere idonea, purchè sia la relazione tecnico descrittiva, sia il manuale haccp siano efficaci nel giustificare il conseguimento dell’igiene delle produzioni alimentari.

Per consulenza per DIA Sanitaria e manuale HACCP per Catering e/o banqueting,
Mail : info@cesaremartino Mobile: 329.3512283

20 Comments
  1. Salve Dottor Cesare Martino,
    mi sto occupando della progettazione di una cucina professionale nella sede di una società.
    La cucina sarà ad uso esclusivo dell’amministratore delegato e dei membri del consiglio di amministrazione.
    E’ necessario ottenere parere igienico sanitario o rispettare particolari norme di igiene?
    grazie per la disponibilità

    • Gentile SIg.ra Sara, essendo una attività interna non aperta al pubblico non necessita di autorizzazioni o requisiti particolari.

  2. Salve Dottor Cesare Martino,

    Avevo intenzione di porre una domanda similare a quelle che hanno preceduto la mia, ma leggendo le risposte a queste, ritengo che sarebbe solo una ripetizione… avrei un’altra domanda similare, ossia:
    Siccome mi diletto in cucina e a fare liquori (utilizzando base alcool da liquori, o grappa etc…), vorrei chiederle se vale lo stesso discorso che per i dolci e la cucina in genere, oppure se posso venderli in bassissima scala senza avere laboratori a norma vigente, partita iva e permessi vari… ci tengo a precisare che sono liquori ricavati mediante alcolici già distillati e passati per la vendita ai quali aggiungo frutta, o erbe, odori etc…
    la ringrazio e saluto
    Alessandro

  3. Mi chiamo Graziella e vorrei chiederle un informazione vorrei intrapendere l’attività di cuoca a domicilio ho già partita iva e haccp per fare corsi di cucina nellamia abitazione serve anche conseso asl ? o che altro ?

    • Gentile Sig.ra Graziella,
      per questo genere di attività non è neccesario chiedere autorizzazioni asl in quanto non si tratta di attività alimentare aperta a pubblico.

  4. Salve Dott Martino

    Riguardo la presentazione della DIA per Banqueting , ovvero per adeguare igienicamente i locali cucina di una villa privata, il soggetto che presenta la DIA all’ASL puo’ essere anche un privato?

    Grazie
    Paolo

    • Gentile Sig. Paolo,
      non credo che un privato possa presentare DIA. Tale onere compete tertamente alla ditta di bamqueting

  5. Un amica insegnante di danza ha preso in gestione un piccolo teatro comunale per il quale sta organizzando la prossima stagione teatrale.
    Sapendo che sono un appassionata di cucina e avendomi vista alle prese con eventi privati mi ha chiesto se avrei piacere di organizzare degli apericena che si svolgerebbero un ora prima dello spettacolo (il teatro può ospitare un centinaio di persone) o delle super merende, con animazione dopo gli spettacoli pomeridiani per i bimbi.
    Il teatro è dotato di cucina professionale.
    Domanda: che documentazioni mi serviranno per essere a posto e non incorrere in sanzioni?
    Al momento io faccio l’impiegata amministrativa, quindi non ho certificazioni o attestati, e ho un diploma di liceo classico….quindi nulla di attinente alla ristorazione.
    Non vorrei che questa cosa, al momento non professionale, ma fatta veramente per il piacere di stare insieme, mi venisse a costare troppo!!!
    Grazie per l’attenzione!!!

  6. Egregio dott. Martino,
    sono un giovane ragazzo di 27 anni che vorrebbe, dopo anni di lavoro come cuoco dipendente, iniziare un’attività di catering banqueting.Come location in affitto ho un terreno di 5000mq dove allestirò tensostrutture bagni chimici ma non è presente la cucina se non delle attrezzature del proprietario del terreno. Vorrei quindi sapere come posso in occasioni tipo matrimoni e cerimonie in genere cucinare in loco. inoltre vorrei sapere se per aprire un catering/banqueting devo necessariamente avere un laboratorio dove produrre o se posso anche fornirmi da laboratori o ristoranti non di mia proprietà. In attesa di una sua risposta le porgo i più cordiali saluti e la ringrazio per la collaborazione.

  7. ho una lettera della regione Piemonte dove specifica che per la produzione alimentare utilizzando come laboratorio la cucina di casa sarebbe da utilizare il Capitolo III dell’ allegato 2 del Regolamento 852/2004 che difinisce i requisiti applicabili alle strutture mobili e/o temporanee.

    • Gentile Sig.ra Celia, nei link da Lei allegati si fa riferimento alla normativa europea in tema di regolamentazione in tema di igiene. Fino al 2007 le attività potevano esercitare solo dopo aver ottenuto l’autorizzazione sanitaria ai sensi della legge n. 283/62. dopo il 2007 le attività possono esercitare dopo comunicazione alle autorità competenti ai sendi del Reg. CE 852/2004 Art. 6.
      Ad oggi nessuna attività può esercitare senza tale registrazione. Per potersi registrare una attività deve rispettare tutti i requisiti di legge in tema di igiene e requisiti strutturali sanciti con agibilità commerciale o artigianale dell’immobile. Se ha altri elementi concreti che avvalorino la possibilità di produrre in casa, la prego di metterli a conoscenza, grazie

  8. ho fatto la ricerca su google come: REGOLAMENTO (CE) N. 852/2004 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 29 aprile 2004 sull’igiene dei prodotti alimentari

  9. Gent.mo Dott. Martino,ho trovato oggi questo sito
    http://eur-lex.europa.eu/LexUriSer/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2004:139:0001:0054:it:PDF
    dopo giorni di ricerca, dove cè la normativa ma ancora non ho avuto il tempo per leggerlo. Comunque sempre oggi sono andata all’ asl e anche all’ufficio comercio del mio comune. l’asl ha chiesto delle piccole modifiche (miscelatore a pedale, frigo con termostato, etc.. ma anche se loro sono a conoscenza della normativa io sono la prima a fare richiesta e perciò non è molto chiaro per loro tutti i criteri da rispettare. IL comune invece mi dice che non ci sarebbe bisogno della modifica di destinazione d’uso ma anche per loro è una novità e forse entro la fine della settimana mi chiamerano per informazioni più detagliate.
    la ringrazio per l’interessamento
    cordiali saluti
    Celia
    P.S.: produrre a casa è molto comune in paesi come Inghilterra, Francia ed anche in Stati Uniti e Brasile. Credo che questa normativa puo venire incontro come un complemento al reddito familiare anche in Italia.

    • Gentile Sig.ra Celia, purtroppo il link porta ad una pagina vuota. La cosa è recente ed interessante. Le chiedo nuovamente di inviarmi il link alla legge.
      Saluti

  10. Gent.mo Dott. Martino, come la Sig.ra Annalisa, vorrei anche io produrre delle torte a casa per vendere a terzi. Ho l’informazione che è possibile aprire una impresa alimentare presso abitazione privata, utilizando come laboratorio la cucina di casa, avendo un mente il Capitolo III dell’ allegato 2 del Regolamento 852/2004 che difinisce i requisiti. I Ministero con nota n.0007665-P-14/03/2011, ha confermato la possibilità di produrre utilizando i locali di abitazione privata. Lei potrebe dire in cosa consiste questo regolamento che pare sia una normativa europea??
    Cordiali saluti
    Celia

    • Gentile Sig.ra Celia, Ho cercato in internet la nota del ministero; ma senza esito. Vuole cortesemente essere più precisa nei riferimenti? La ringrazio

  11. Gent.mo Dott. Martino, in relazione alla domanda posta dalla Sig.ra Annalisa vorrei chiederLe cortesemente se un’attività di catering e banqueting (nostra cliente) con particolare specializzazione nelle ricette tipiche locali, puo’ approvigionarsi presso una signora (privato cittadino) che produca in casa uno speciale dolce con ricetta non nota.
    In questo caso, come si puo’ assicurare l’asl che la preparazione del prodotto rispetta la normativa ?
    E’ possibile acquistare da questa signora che non ha partita iva ?

    Grazie infinite e complimenti per la competenza e la chiarezza.

    • Gentile Sig. Come non è possibile produrre alimenti senza autorizzazione, così non è possibile acquistarli da chi non si è messo in regola. Entrambe le parti sono consapevoli dei rischi cui andrebbero in contro.
      Sicuramente anche i prodotti fatti in casa possono essere idonei dal punto di vista igienico sanitario; basta rispettare le buone norme di pulizia ed igiene. La irregolarità è principalmente di tipo burocratico amministrativo. é bene che il settore del “fatto in casa” non dilaghi e non diventi regolare; altrimenti tutti abbandonerebbero il “regolare” perchè l'”irregolare” ha meno costi, oneri, e tasse

  12. Gent.mo Dott. Martino, le scrivo per chiederle la seguente informazione. Desidero sviluppare l’attività di Cake designer e non so in termini di legge come il tutto possa essere legale. In pratica mi occuperei della preparazione e decorazione di torte fatte in casa e vendute a terzi. La ringrazio in anticipo per i suggerimenti.
    Cordiali Saluti
    Annalisa

    • Gentile Sig.ra Annalisa,
      Fare torte in casa e venderle a terzi, e illegale. Deve aprire un laboratorio a norma, presentare DIA Sanitaria all’ASL di zona, regolarizzare la sua posizione contributiva e fiscale, realizzare il manuale di sicurezza alimentare HACCP, fare il corso per ex libretto sanitario, e tanto altro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *