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Il comma 6 dell’art. 3 della legge n. 287 del 1991 è stato sostituito dal comma 7 dell’art. 64
del decreto legislativo n.59/2010
licenze bar

licenza bar

Grazie al decreto legislativo n.59/2010, correttamente interpretate dalla circolare dello sviluppo economico n. 3635/c, sono stati spazzati i criteri che determinavano la contingentazione delle licenze per le aperture di ristoranti e bar e che ne limitavano la concessione.

In particolare il comma 6 dell’art. 3 della legge n. 287 del 1991 è stato sostituito dal comma 7 dell’art. 64 del decreto legislativo n.59/2010 con il quale, appunto, vengono cancellati i parametri calcolati per il calcolo delle licenze.

Il comma 7 dell’art. 64  D.l.vo 59/2010. recita

“6. Sono escluse dalla programmazione le attivita’ di somministrazione di alimenti e bevande:

a) al domicilio del consumatore;

b) negli esercizi annessi ad alberghi, pensioni, locande o ad altri complessi ricettivi,limitatamente alle prestazioni rese agli alloggiati;

c) negli esercizi posti nelle aree di’ servizio delle autostrade e nell’interno di stazioni ferroviarie, aeroportuali e marittime;

d) negli esercizi di cui all’articolo 5, comma 1, lettera e), nei quali sia prevalente l’attivita’ congiunta di trattenimento e svago;

e) nelle mense aziendali e negli spacci annessi ai circoli cooperativi e degli enti a carattere nazionale le cui finalità assistenziali sono riconosciute dal Ministero dell’interno;

f) esercitate in via diretta a favore dei propri dipendenti da amministrazioni, enti o imprese pubbliche;

g) nelle scuole; negli ospedali; nelle comunita’ religiose; in stabilimenti militari delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco;

h) nei mezzi di trasporto pubblico. “.
Nel caso di nuova apertura di un esercizio di somministrazione di alimenti e bevande al pubblico, la disciplina del decreto conferma la necessità del provvedimento di autorizzazione da parte del comune competente per territorio

Tutti gli argomenti di approfondimento sono contenuti nel decreto 59 e nella circolare 3535/C

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36 Commenti a “Licenze bar libere ristoranti grazie al decreto legislativo n.59/2010 art. 64”

  • renato scrive:

    Dottor Martino per quanto riguarda le attività di ambulanti con somministrazione è cambiato nulla in materia abbiamo sempre l’obbligo di sostare solo 2 ore dove si vuole fermare o ci sono nuove possibilità. inoltre si puo’ vendere vini e birre alla spina?. grazie della sua collabborazione saluti renato

  • Lucio Marchetti scrive:

    Gentile Dott.Cesare Martino ,la ringrazio per la sua solèrte e precisa anticipazione di nuove norme in tema Alimentare.
    Qualsiasi novità sarà da me gradita.
    Codiali Saluti.

  • Primaldo N. scrive:

    La ringrazio dell’informazione ed apprezzo la sua eticità professionale nell’estendere agli operatori notizie utili circa aggiornamenti legislativi che potrebbero rimanere sconosciuti.Colgo l’occasione per porgerle cordiali saluti.Luigi N.

  • gentile dott.Martino,
    mi complimento per la sua iniziativa utile per il settore e ringrazio della mail informativa.
    Sono titolare di un piccolo agriturismo nel Salento che fa solo ospitalità rurale; vorrei estendere l’attività anche alla somministrazione di cibi e bevande per gli ospiti della struttura o eventualmente anche per clienti esterni. Cosa devo fare e quale normativa seguire data l’esclusione prevista dal comma 7 b)dell’art. 64 decr. legisl.evidenziato sul vs. sito ?
    inoltre sarei interessato ad accedere al finanziamento a fondo perduto per la realizzazione di quanto necessario a questo scopo e per il miglioramento della struttura con l’aggiunta di una piscina.
    grazie per la risposta e cordiali saluti
    giuseppe de matteis

  • ROSARIA scrive:

    Salve,dovrei aprire una paninoteca e vorrei sapere se bisogna avere la licenza ?oppure solo la partita iva va bene?grazie aspetto una voistra risposta…

  • admin scrive:

    La licenza per fare qualsiasi cosa non esiste più. Come per tutte le attività che esercitano occorre aprire almeno una ditta individuale che prevede l’assegnazione di partita iva. sauti

  • alessandro scrive:

    Ciao,.vorrei sapere se,in uno stabilimento balneare,per svolgere ristorazione ci sia bisogno della licenza di cat. C

  • admin scrive:

    La licenza di tipo C, riguarda le attività di risorazione o bar con attività di intrattenimento come discoteche, stabilimenti balneari, sale da ballo, locali notturini, ecc.

  • barbara scrive:

    buongiorno volevo chiedere posso vendere la licenza del mio ristorante pizzeria che si trova a san donà di piave(ve) e portarla a mestre (ve)? grazie

  • admin scrive:

    il rilascio della licenza di somministrazione di alimenti e bevande, è legata al territorio ove viene emessa. Il rilascio della licenza teneva (e probabilmente tiene ancora) conto dell’impatto che ha sul territorio comunale in termini di “distribuzione” delle attività, di ordine pubblico, e quant’altro. Credo, pertanto, che non sia possibile poter trsferire una licenza da un Comune ad un’altro. Ne Nuovo comune dovrebbe chiedere se è possibile ottenere una nuova licenza per aprire un ristorante pizzeria. Secondo il decreto 59/2010 dovrebbero rilasciare la licenza senza; ma come ancora spesso accade, c’è ancora una certa resistenza a rilasciare licenze facilmente.

  • saverio scrive:

    DOTTOR MARTINO BUONA SERA PER QUANTO RIQUARDA LA LICENZA DI SOMMINISTRAZIONE ALIMENTI E BEVANDE ,IL COMUNE ANCORA ADATTA I PARAMICI,DOVREBBERO RILASCIARE LA LICENZA .

  • admin scrive:

    gentile Sig Saverio, secondo quanto disposto dal Decreto 59/2010, si.

  • enrico scrive:

    salve dott. Martino, volevo chiedere: per avere il finanziamento a fondo perduto c’è un limite di eta? Io o 35 anni
    Avrei intenzione di aprire una pizzeria ristorante in zona Casamicciola Terme (Ischia). Il locale è da ristrutturare; però, essendo una vecchia pizzeria, già c’è il forno con canna fumaria. Volevo chiederle per le licenze che ci vogliono sia per fare d’asporto che ristorante vero e proprio.
    grazie ancora e scusate il disturbo

  • admin scrive:

    Gentile Enrico, Per i finanziamenti a fondo perduto, Lei ha la giusta età. I finanziamenti non prevedono interventi di ristrutturazione ed opere murarie; ma solo l’acquisto delle attrezzature, macchinari, arredamenti, pentolame, tovagliato, ecc.
    Lei dovà solo richiedere la licenza di somministrazione per ristorante al Comune ed aprire il ristorante con DIA Sanitaria presso la ASL

  • sabrina scrive:

    Gentile dott. Martino ,le chiedo quale prassi seguire per aprire per aprire una sala da te con vendita di te e relativa oggettistica e eventualmente libri sul te nel comune di Teramo.Grazie

  • admin scrive:

    Gentile Sabrina,
    Una sala da te, è una attività di somministrazione di alimenti e bevande come un bar per la quale occorre frequentare il corso per la somministrazione presso associazioni di categoria, e richiedere la licenza di somministrazione al proprio comune. Per la vendita le occorre anche il corso per alimentarista.

  • scicchitano scrive:

    Vorrei sapere se con le nuove leggi posso scincedere la licenza di RISTORANTE-BAR e venderle separatamente grazie

  • admin scrive:

    Gentile Sig. Scicchitano, premesso che non so so se è possibile scindere e vendere separatamente le due tipologie di licenza, mi chiedo che valore possa avere oggi una licenza tipo A o tipo B, se è stata de tutto liberalizzata dalla recente norma di cui Lei avrà sicuramente letto nel presente articolo

  • paolo scrive:

    voglio aprire un bar ristorante alle isole tremiti
    dopo aver acquistato un locale dal comune riservandosi il dominio per trent’anni
    vogliate notiziarmi di eventuali prestiti a fondo perduto o prestiti a tassi agevolati essendo una ditta individuale intestata a donna che era casalinga
    attendo vs
    saluti
    paolo

  • admin scrive:

    Gentile Sig. Paolo, Per richiedere i finanziamenti a fondo perduto fino al 50%, occorre avere il requisito di disoccupazione. Quando si possiede una ditta individuale, equivale ad essere occupati. Per aprire un bar ristorante, dato l’importo elevato dell’investimento, è preferibile richiedere il finanziamento di Microimpresa che stanzia fino a 129.000€ per acquistare attrezzature ed arredamenti. Bisogna costituire una società in cui almeno la metà dei soci sia disoccupata. Deve individuare un consulente in finanza agevolata che la possa seguire. Le sconsignio di fare da sè.

  • Vincenzo scrive:

    Gentile Dott. Martino,
    sono il presidente di una associazione e vorremmo prendere in gestione da ente pubblico in ambito universitario un bar.
    Che consigli può darmi? Di cosa abbiamo bisogno?
    Le premetto che per noi è u mondo nuovo.
    Grazie per l’attenzione
    Cordiali saluti.

  • admin scrive:

    Gentile Sig. Vincenzo,
    innanzitutto bisogna che colui il quale prenderà in gestione il bar, o un preposto esterno, acquisisca il corso per somministrazione di alimenti e bevande presso l’associazione di categoria. Se il bar non ha più la licenza per lavore, deve richiederla nuovamente c/o il Comune. Fare una voltura con la vecchia gestione tramite DIA Sanitaria. I moduli saranno certamente reperibili presso ASL di zona, reparto SIAN. Individuare un consulente per realizzare il manuale di sicurezza alimentare HACCP. Tutti i dipendenti ed i titolari lavoratori, devono avere l’attestato di formazione per operatore alimentare (ex libretto sanitario). Non conoscendo altro, concludo

  • yuzhou scrive:

    Buongiorno signor .dott Martino , mi occoreva una informazione : per poter avere una licenza di somministrazione e cottura di alimenti (usando solo piastre elettriche ) è neccessario avere la canna fumaria che arrivi sul tetto del palazzo?
    Grazie anticipatamente per la risposta.
    Yuzhou

  • Dott. Cesare Martino scrive:

    Gentile Yuzhou,
    La licenza di somministrazione non è legata alla canna fumaria. Se le piastre elettriche servono per riscaldare alimenti, non le occorre la cappa aspirante; se invece deve cuocere o grigliare, allora la cappa ci deve essere e deve avere la canna fumaria o l’abbattitore di fumi.

  • antonio scrive:

    Buona sera dottore, volevo porli una domanda. Sto valutando un progetto per l’apertura di un ristorante. Sono diversi anni fuori da questo settore e non so piu come funzionanao le leggi. Io avevo ( ecredo di averla ancora anche se so che si chima diversamente adesso ) l’escrizione al rec. Per richiedere l’autorizazioni all’asl e al comune per la somministrazione di alimenti e bevande cosa devo fare? è vero che le licenze sono libere e non è piu necessario acquistarne una? la ringrazio e mi scusi del disturbo.

  • Dott. Cesare Martino scrive:

    Gentile SIg. Antonio,
    come ha avuto modo di notare in questo articolo, le licenze A e B sono liberalizzate ed il Comune non può mettere paletti al rialscio della licenza A e/o B.
    Una volta acquisito il corso di somministrazione, vale per sempre. Se i suoi requisiti professionali sono ancora validi, lo accerti persso uff. attività produttive presso il Comune. In caso di risposta negativa, dovrà fare il corso di somministrazione di alimenti e bevande presso ass. di categoria

  • Renato scrive:

    Buongiorno,
    ho letto il suo articolo riguardo alle licenze, vorrei cortesemente chiedere un po’ di informazioni in merito.
    Io e la mia compagna abbiamo in gestione un bar all’interno di una Rocca del 1300 restaurata con annesso un museo e spazi polifunzionali, che noi utilizziamo per organizzare cene, degustazioni e percorsi enogastronomici. Ovviamente il bar non ha la licenza di ristorazione, ma ci domandiamo se nel caso di cene “private” solo su prenotazione, e per di più all’interno di una struttura storica di proprietà comunale ci possa essere una legge in deroga che ci permetta di lavorare “serenamente”. Per intenderci, in una città come Venezia, ad esempio, la metà almeno dei ristoranti dovrebbero chiudere immediatamente per mancanza di mq, illuminazione, aerazione e quant’altro.
    Il nostro locale si trova in una delle torri della rocca ed ha una superficie di 55mq, ovviamente non ampliabile, e la cucina è molto piccola, a parte la cappa di aspirazione tutto il resto non è sicuramente a norma per fare ristorazione. La nostra licenza recita: PREPARAZIONE E SOMMINISTRAZIONE DI BEVANDE CALDE E FREDDE PANINI E TARTINE GUARNITE E RISCALDAMENTO DI ALIMENTI PRECOTTI E CONFEZIONATI.
    Grazie per la disponibilità
    Fausto

  • Dott. Cesare Martino scrive:

    Gentile SIg. Fausto,
    Per fare ristorazione occorre assolutamente la licenza tipo A e disporre di bagni anche per i clienti. Per un’attività che sorge in un centro storico o eventualmente in un castello, solo nel regolamento conumale di igiene possono essere previste deroghe riguardo i requisiti minimi strutturali. Lw suggerisco di informarsi o di consultare il regolamento del paese dove sorge l’attività.

  • adriano scrive:

    salve dottore,
    io ho preso un negozio abbastanza grande in zona centro, vendevano abbigliamenti, pero adesso vorrei cambiare attivita, da abbigliamento in un ristorante pizzeria.
    servira di sicuro la licenza, pero non so da che parte iniziare.
    mi servirebbe una sua mano.
    GRAZIE
    DISTINTI SALUTI

  • SALVE,
    prima di trasformare un negozio di abbigliamento in un ristorante pizzeria, occorre verificare le caratteristiche saturrurali come altezza dei vali, disponibilità di un vano da adibire a cucina e con diponibilità di areazione naturale con possibilità di poter creare una cappa aspirante con canna fumaria da portare fino al soffitto o se può montare un abbattitore di fumi. Poi deve anche verificare la disponibilità dei bagni con antibagno per i clienti/ handicappati (almeno 2), e per i dipendenti distinti per sesso( quindi preferibilmente 2).
    Poi dovrà far cambiare destinazione d’uso del locale.
    Intanto verifichi presso il Comune la propensione a ricevere una licenza per la Sua attività. Lei dovrà frequentare il corso di somministrazione alimenti e bevande, il corso haccp, Dotare la struttura di un manuale HACCP per ristorante pizzeria e dei sistemi e corsi di sicurezza sul lavoro.

  • Stefano scrive:

    Salve dottor Martino,ringraziandola anticipatamente per questo servizio che lei offre ai cittadini che come me sono in difficoltà ad affrontare problemi burocratici, se permette volevo porgerle una domanda: io faccio di professione l’aiuto cuoco ma senza diploma, ho solo un attestato di qualifica professionale, rilasciato dalla regione puglia e stanziato dalla comunità europea,che ho preso nel 1998. Ora con due amici avremmo intenzione di investire in una attività di kebabberia -piadineria. Ora quello che volevo sapere è se serve qualche licenza oltre a quella per la somministrazione di bevande e se serve io posso richiederla con l’attestato che ho?Le faccio presente che dispongo anche dell’attestato dell’haccp e di almeno 2anni di assunzione nel settore della ristorazione.
    La ringrazio per una sua eventuale risposta e le porgo i miei distinti saluti.

  • Gentile Sig. Stefano, Se ha 2 anni di lavoro come dipendente assunto, ha acquisito di diritto i requisiti per lasomministrazione di alimenti e bevande compresa la vendita.

  • antonio scrive:

    Salve dott. Martino, la ringrazio anticipatamente per la risposta che spero che mi darà. Prima di tutto questo è un mio pensiero ovvero un cantiere aperto:), siamo una coppia di coetanei di 29 anni della prov.di Palermo e vorremmo aprire una paninoteca che fa anche waffel, crepes e frullati vari. Leggendo il suo forum per creare una attività del genere senza l’obbligo dei bagni clienti e vincolato a molte altre pratiche si dovrebbe creare un take away giusto? ovvero offrire solo dei tavoli di appoggio per i clienti senza effettuare servizi ai tavoli? e poi essendo scritto all’albo degli agrotecnici ho di diritto la licenza di somministrazione di alimenti e bevande giusto? grazie per la risposta…buona giornata

  • Gentile Sig. Antonio,
    sia per Lei come per chiunque legga questi e gli altri articoli, è importante ribadire il concetto che tutte le informazioni contenute in questo blog devono essere sempre verificate e confermate con le disposizioni locali. Ciò che va bene in una zona (Comune, Regione, distretto ASL), non è detto che vada bene in un’altra.
    In via Generale le attività artigianali possono fare a meno del bagno per i clienti se nella zona comune si acconsente il consumo dei pasti. Purtroppo non esistono norme che dicono chiaramente che è possibile consumare gli alimenti in una attività artigianale mediante l’uso di appoggi e affini. Sicuramente i panifici e le attività commerciali possono consentire il consumo in loco gli alimenti acquistati. Per le attività artigianali come le pizzarie da asporto, le gatronomie da asporto, le rosticcerie da asporto, non è previsto altrettanto chiaramente che sia possibile consumare gli alimenti in loco usando tavolini ed appoggi. Spesso le disposizioni locali prevedono che siano messe a disposizione dei clienti uno o due bagni e dotare l’attività di una licenza di somministrazione (in questo caso non si sbaglierebbe). Perciò ricordo sempre di informarsi persso le ASL e persso il Comune dove sorgerà l’attività, se è consentito il consumo in loco senza.
    Invito a dare informazioni chi fosse a conoscenza di normative, sentenze o altro che consente alle attività artigianali di poter consumare tranquillamente gli alimenti senza bisogno di licenze e bagni per i clienti.

  • antonio scrive:

    Grazie per la sua attenzione e risposta,chiarirò appena possibile con i relativi enti della zona. Per quanto riguarda l iscrizione all’albo sa qualcosa in merito?Grazie per l’attenzione…e poi conosce qualche persona che è in grado di darmi una mano per capire meglio nelle zone di Palermo? grazie di nuovo distinti saluti

  • Gentile Sig. Antonio,
    Non credo che l’iscrizione all’albo costituisca un vantaggio per Lei. Per aprire la paninoteca da asporto non servono licenze ma solo l’autorizzazione dell’ASL con DIA sanitaria. Se vuole vendere bevande le serve il corso di somministrazione. Mi attiverò alla ricerca di un collega della sua zona se mi invierà i suoi dati con riferimento telefonico ad info@cesaremartino.it indicando di cosa ha bisogno. Vorrei che considerasse che un’eventuale intervento non sarà in forma gratuita.

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