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Licenze bar libere ristoranti grazie al decreto legislativo n.59/2010 art. 64



Il comma 6 dell’art. 3 della legge n. 287 del 1991 è stato sostituito dal comma 7 dell’art. 64
del decreto legislativo n.59/2010
licenze bar

licenza bar

Grazie al decreto legislativo n.59/2010, correttamente interpretate dalla circolare dello sviluppo economico n. 3635/c, sono stati spazzati i criteri che determinavano la contingentazione delle licenze per le aperture di ristoranti e bar e che ne limitavano la concessione.

In particolare il comma 6 dell’art. 3 della legge n. 287 del 1991 è stato sostituito dal comma 7 dell’art. 64 del decreto legislativo n.59/2010 con il quale, appunto, vengono cancellati i parametri calcolati per il calcolo delle licenze.

Il comma 7 dell’art. 64  D.l.vo 59/2010. recita

“6. Sono escluse dalla programmazione le attivita’ di somministrazione di alimenti e bevande:

a) al domicilio del consumatore;

b) negli esercizi annessi ad alberghi, pensioni, locande o ad altri complessi ricettivi,limitatamente alle prestazioni rese agli alloggiati;

c) negli esercizi posti nelle aree di’ servizio delle autostrade e nell’interno di stazioni ferroviarie, aeroportuali e marittime;

d) negli esercizi di cui all’articolo 5, comma 1, lettera e), nei quali sia prevalente l’attivita’ congiunta di trattenimento e svago;

e) nelle mense aziendali e negli spacci annessi ai circoli cooperativi e degli enti a carattere nazionale le cui finalità assistenziali sono riconosciute dal Ministero dell’interno;

f) esercitate in via diretta a favore dei propri dipendenti da amministrazioni, enti o imprese pubbliche;

g) nelle scuole; negli ospedali; nelle comunita’ religiose; in stabilimenti militari delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco;

h) nei mezzi di trasporto pubblico. “.
Nel caso di nuova apertura di un esercizio di somministrazione di alimenti e bevande al pubblico, la disciplina del decreto conferma la necessità del provvedimento di autorizzazione da parte del comune competente per territorio

Tutti gli argomenti di approfondimento sono contenuti nel decreto 59 e nella circolare 3535/C

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53 Comments
  1. Buongiorno, ho 33 anni, abito a Torino e vorrei aprire una sala da tè, mi sono informato on line e ho letto i requisiti per svolgere l’attività di somministrazione alimenti e bevande e al punto due della normativa leggo “aver prestato la propria opera, per almeno due anni, anche non continuativi, nel quinquennio precedente, presso imprese esercenti l’attività nel settore alimentare o nel settore della somministrazione di alimenti e bevande, in qualità di dipendente qualificato, addetto alla vendita o all amministrazione o alla preparazione degli alimenti”. Io non ho mai lavorato nel settore, significa che devo abbandonare il mio sogno?
    Cordiali saluti,
    Stefano

  2. Buongiorno,
    ho da poco aperto un locale con licenza di somministrazione di alimenti e bevande di categoria B, la cucina di cui dispongo (superiore ai 9 mq), che al momento è stata dichiarata come laboratorio di gelateria e pasticceria, in realtà avrebbe le caratteristiche per richiedere una licenza di categoria A come ristorazione, questo mi è stato detto direttamente dall’ASP, vorrei sapere se al momento posso preparare pasti caldi quali primi e secondi, o diversamente cosa fare per potermi regolarizzare
    cordiali saluti
    Paolo

    • Gentile Sig. Paolo,
      Se l’ASL ritiene idonee le dimensioni del vano cucina sufficienti per fare ristorazione, allora per regolarizzarsi deve presentare una nuova dia sanitaria con integrazione di produzione da presentarsi al comune e/o ASL, asseconda delle disposizioni regionali. Dovrà comunque comunicare all’ufficio comunale preposto l’intenzione di svolgere attività di somministrazione con SCIA

  3. salve dott. Marino mi chiamo nunzio volevo porle alcune domande. in merito ai finanziamenti a fondo perduto. io insieme ad un mio amico vorremmo rilevare un ristorante nel centro storico del mio paese in sicilia, è possibbile ottenere dei finanziamenti per acquistare la cucina e tutto quello che è presente all’interno del locale dai precedenti proprietari? fermo restando che la nostra attività diveregerà un pò dal normale ristorante ma si tratterà per lo più di un ristorantino pub in una versione un pò più vaga si tratterà di un luogo di riunione dove saranno effettuate mostre di ogni genere, laboratori vari, musica dal vivo ed altro il tutto contornato da una cucina a km0 ed ecosostenibile per la valorizzazione delle nostre risorse…quello che mi premeva sapere era essendo totalmente ignorante sulle norme vigenti;quali sono i tempi per ottenere le agevolazioni,ci sono limiti di età o vincoli se si tratta di una ditta individuale o una società,cosa devo fare per ottenere la licenza per questo genere di attività? sicuro di una sua risposta tempestiva la ringrazio anticipatamente

    • Gentile Nunzio,
      prima di presentare domanda di finanziamento tramite un consulente in finanza agevolata della sua zona, è bene aver conseguito l’attestato per il corso di somministrazione di alimenti e bevande. Dovrete fare una società di persone (meglio snc) per fare richiesta fino a 129.000€. Per ottenere la licenza di tipo “C” deve chiedere al Comune ove vuole aprire il ristorante pub. Occorre attendere almeno sei mesi per avere una risposta sugli esiti della domanda. Ovviamente l’approvazione non è affatto cosa scontata.

  4. Buonasera
    ho un bedandbreakfast in umbria vorrei un informazione. La struttura è divisa su due piani,al piano inferiore si trovano due saloni,due bagni e una cucina con porta finestra,un’altra finestra, cappa aspirante, piano in muratura, pavimento facile da lavare e disinfettare,lavastoviglie,frigorifero,lavello in pietra,barbecue.
    Piano superiore le camere con accesso separato.
    Mia figlia ha attualmente l’attestato di “commis di cucina”in più sta frequentando il IV°alberghiero,compiuta la maggiore età(maggio)si pensava di iniziera una piccola ristorazione.Gentilmente ci può dare informazione per quanta riguarda i requisiti che servono?
    Nell’attesa di una risposta ringraziamo anticipatamente.

  5. GRADIREI SAPERE UN INFORMAZIONE IO VORREI APRIRE UN BAR.CON PICCOLA RISTORAZIONE SONO IN POSSESSO DEL R.E.C POSSO APRIRLO SENZA ACQUISTARE LINCENZA ? VISTO CHE HANNO COSTI ESORBITANTI. PREFERIREI INVESTIRE SUL ARREDAMENTO E IMMOBILE GRAZIE PER LA RISPOSTA

    • Gentile Sig. Ezio,
      Se non trova licenze disponibili, allora la richieda al Comune ove vuole aprire. Secondo la legge sulla liberalizzazione nessuono dovrebbe porre ilimiti ad una eventale richiesta

  6. Salve dottor Martino,un grazie per i suggerimenti che lei da ha chi ha bisogno,io volevo chiederle un aiuto.Ho preso in gestione lo spazio verde di una villetta del mio comune ho costruito una struttura precaria per svolgere l’attivita’ di bar panineria volevo chiederle quale licenza mi serviva e se posso vendere alcolici nel mio locale aspetto una sua cortese risposta
    distinti saluti. Grazie.

    • Gentile Salvatore,
      deve richiedere al Comune la licenza di somministrazione di alimenti e bevande. Con la licenza potrà vendere e somministrare alcolici

  7. salve nuovamente volevo solo essere sicuro che il comma 7 art 64 legge 287 59-2010 in merito alla liberalizzazione delle licenze ,riguarda tutto il territorio nazionale o puo’ variare per esempio in sicilia essendo a statuto speciale?
    grazie

  8. cio’ vuol dire che se un ipotetico sign.Mario Rossi ottiene una licenza per un X locale le utorizzazioni sono legate solo alle mura e quindi se noi abbiamo volturato, alla vendita i subentranti voltureranno a loro volta la stessa licenza e qualora volessero vendere posso cedere solo i beni materiali ma nn le autorizzazioni o licenza ??? mi corregga se sbaglio e la rigrazio nuovamente .

  9. SALVE
    DOPO AVERE PRESO UN BAR IN AFFITTO D’AZIENDA DOVE ERA GIA’ PRESENTE UNA LICENZA CHE POI NOI ABBIAMO VOLTURATO A NOSTRO NOME NEL 2007 AD OGGI LA LICENZA DI CHI E’ ….CIOE’ SE NOI VENDIAMO LA LICENZA SARA’ ANCHE ESSA VENDUTA E RIMANE DEL PROPRIETARIO DELLE MURA ?
    E POI SE FACCIAMO UN CONTRATTO DI SUB AFFITTO CON OPZIONE D’ACQUISTO CHI COMPRA SARA’ ANCORA LEGATO AL PROPRIETARIO DELLE MURA SEMPRE COME AFFITTO D’AZIENDA O SOLO PER LE MURA GRAZIE SEMPRE
    GRAZIE MILLE

    • Gentile Sig. Manlio,
      La licenza è legata al domicilio ove viene assegnata. Ad es. una licenza concessa in periferia non può essere trasferita in centro (al limite può avvenire il contrario). Come voi avete ricevuto in voltura la licenza, lo stesso avverrà per i subentranti

  10. Salve dott. De Martino. Volevo chiederle dei chiarimenti. Io un sono laureato magistrale in Scienze e Tecnologie Alimentari e vorrei aprire un’attività commerciale (bar-rosticceria). Ho letto che un decreto legislativo recente permette alle persone laureate in settori scientifici di poter effettuare somministrazione di alimenti e bevande anche senza seguire il corso SAB (ex Rec). Io sono campano. Potrebbe dirmi se tutto questo è vero e a quale documento legislativo devo attenermi. Grazie

    • Gentile Ale,
      se il decreto di cui mi parla dispone che figure come la sua possono esercitare senza fare il corso, quale dubbio le sorge? chieda conferma presso il Comune dove vuole aprire

  11. Buongiorno,desidererei sapere quali passi bisogna fare per riaprire un bar chiuso da qualche mese all interno di un museo. Premetto che dobrei aver le caratteristiche ex rec dato che ho diploma scuola alberghiera e ho lavorato 4 anni in cucina. È una cosa costosa e difficile da avere? Grazie!

  12. Grazie per la sua attenzione e risposta,chiarirò appena possibile con i relativi enti della zona. Per quanto riguarda l iscrizione all’albo sa qualcosa in merito?Grazie per l’attenzione…e poi conosce qualche persona che è in grado di darmi una mano per capire meglio nelle zone di Palermo? grazie di nuovo distinti saluti

    • Gentile Sig. Antonio,
      Non credo che l’iscrizione all’albo costituisca un vantaggio per Lei. Per aprire la paninoteca da asporto non servono licenze ma solo l’autorizzazione dell’ASL con DIA sanitaria. Se vuole vendere bevande le serve il corso di somministrazione. Mi attiverò alla ricerca di un collega della sua zona se mi invierà i suoi dati con riferimento telefonico ad info@cesaremartino.it indicando di cosa ha bisogno. Vorrei che considerasse che un’eventuale intervento non sarà in forma gratuita.

  13. Salve dott. Martino, la ringrazio anticipatamente per la risposta che spero che mi darà. Prima di tutto questo è un mio pensiero ovvero un cantiere aperto:), siamo una coppia di coetanei di 29 anni della prov.di Palermo e vorremmo aprire una paninoteca che fa anche waffel, crepes e frullati vari. Leggendo il suo forum per creare una attività del genere senza l’obbligo dei bagni clienti e vincolato a molte altre pratiche si dovrebbe creare un take away giusto? ovvero offrire solo dei tavoli di appoggio per i clienti senza effettuare servizi ai tavoli? e poi essendo scritto all’albo degli agrotecnici ho di diritto la licenza di somministrazione di alimenti e bevande giusto? grazie per la risposta…buona giornata

    • Gentile Sig. Antonio,
      sia per Lei come per chiunque legga questi e gli altri articoli, è importante ribadire il concetto che tutte le informazioni contenute in questo blog devono essere sempre verificate e confermate con le disposizioni locali. Ciò che va bene in una zona (Comune, Regione, distretto ASL), non è detto che vada bene in un’altra.
      In via Generale le attività artigianali possono fare a meno del bagno per i clienti se nella zona comune si acconsente il consumo dei pasti. Purtroppo non esistono norme che dicono chiaramente che è possibile consumare gli alimenti in una attività artigianale mediante l’uso di appoggi e affini. Sicuramente i panifici e le attività commerciali possono consentire il consumo in loco gli alimenti acquistati. Per le attività artigianali come le pizzarie da asporto, le gatronomie da asporto, le rosticcerie da asporto, non è previsto altrettanto chiaramente che sia possibile consumare gli alimenti in loco usando tavolini ed appoggi. Spesso le disposizioni locali prevedono che siano messe a disposizione dei clienti uno o due bagni e dotare l’attività di una licenza di somministrazione (in questo caso non si sbaglierebbe). Perciò ricordo sempre di informarsi persso le ASL e persso il Comune dove sorgerà l’attività, se è consentito il consumo in loco senza.
      Invito a dare informazioni chi fosse a conoscenza di normative, sentenze o altro che consente alle attività artigianali di poter consumare tranquillamente gli alimenti senza bisogno di licenze e bagni per i clienti.

  14. Salve dottor Martino,ringraziandola anticipatamente per questo servizio che lei offre ai cittadini che come me sono in difficoltà ad affrontare problemi burocratici, se permette volevo porgerle una domanda: io faccio di professione l’aiuto cuoco ma senza diploma, ho solo un attestato di qualifica professionale, rilasciato dalla regione puglia e stanziato dalla comunità europea,che ho preso nel 1998. Ora con due amici avremmo intenzione di investire in una attività di kebabberia -piadineria. Ora quello che volevo sapere è se serve qualche licenza oltre a quella per la somministrazione di bevande e se serve io posso richiederla con l’attestato che ho?Le faccio presente che dispongo anche dell’attestato dell’haccp e di almeno 2anni di assunzione nel settore della ristorazione.
    La ringrazio per una sua eventuale risposta e le porgo i miei distinti saluti.

  15. salve dottore,
    io ho preso un negozio abbastanza grande in zona centro, vendevano abbigliamenti, pero adesso vorrei cambiare attivita, da abbigliamento in un ristorante pizzeria.
    servira di sicuro la licenza, pero non so da che parte iniziare.
    mi servirebbe una sua mano.
    GRAZIE
    DISTINTI SALUTI

    • SALVE,
      prima di trasformare un negozio di abbigliamento in un ristorante pizzeria, occorre verificare le caratteristiche saturrurali come altezza dei vali, disponibilità di un vano da adibire a cucina e con diponibilità di areazione naturale con possibilità di poter creare una cappa aspirante con canna fumaria da portare fino al soffitto o se può montare un abbattitore di fumi. Poi deve anche verificare la disponibilità dei bagni con antibagno per i clienti/ handicappati (almeno 2), e per i dipendenti distinti per sesso( quindi preferibilmente 2).
      Poi dovrà far cambiare destinazione d’uso del locale.
      Intanto verifichi presso il Comune la propensione a ricevere una licenza per la Sua attività. Lei dovrà frequentare il corso di somministrazione alimenti e bevande, il corso haccp, Dotare la struttura di un manuale HACCP per ristorante pizzeria e dei sistemi e corsi di sicurezza sul lavoro.

  16. Buongiorno,
    ho letto il suo articolo riguardo alle licenze, vorrei cortesemente chiedere un po’ di informazioni in merito.
    Io e la mia compagna abbiamo in gestione un bar all’interno di una Rocca del 1300 restaurata con annesso un museo e spazi polifunzionali, che noi utilizziamo per organizzare cene, degustazioni e percorsi enogastronomici. Ovviamente il bar non ha la licenza di ristorazione, ma ci domandiamo se nel caso di cene “private” solo su prenotazione, e per di più all’interno di una struttura storica di proprietà comunale ci possa essere una legge in deroga che ci permetta di lavorare “serenamente”. Per intenderci, in una città come Venezia, ad esempio, la metà almeno dei ristoranti dovrebbero chiudere immediatamente per mancanza di mq, illuminazione, aerazione e quant’altro.
    Il nostro locale si trova in una delle torri della rocca ed ha una superficie di 55mq, ovviamente non ampliabile, e la cucina è molto piccola, a parte la cappa di aspirazione tutto il resto non è sicuramente a norma per fare ristorazione. La nostra licenza recita: PREPARAZIONE E SOMMINISTRAZIONE DI BEVANDE CALDE E FREDDE PANINI E TARTINE GUARNITE E RISCALDAMENTO DI ALIMENTI PRECOTTI E CONFEZIONATI.
    Grazie per la disponibilità
    Fausto

    • Gentile SIg. Fausto,
      Per fare ristorazione occorre assolutamente la licenza tipo A e disporre di bagni anche per i clienti. Per un’attività che sorge in un centro storico o eventualmente in un castello, solo nel regolamento conumale di igiene possono essere previste deroghe riguardo i requisiti minimi strutturali. Lw suggerisco di informarsi o di consultare il regolamento del paese dove sorge l’attività.

  17. Buona sera dottore, volevo porli una domanda. Sto valutando un progetto per l’apertura di un ristorante. Sono diversi anni fuori da questo settore e non so piu come funzionanao le leggi. Io avevo ( ecredo di averla ancora anche se so che si chima diversamente adesso ) l’escrizione al rec. Per richiedere l’autorizazioni all’asl e al comune per la somministrazione di alimenti e bevande cosa devo fare? è vero che le licenze sono libere e non è piu necessario acquistarne una? la ringrazio e mi scusi del disturbo.

    • Gentile SIg. Antonio,
      come ha avuto modo di notare in questo articolo, le licenze A e B sono liberalizzate ed il Comune non può mettere paletti al rialscio della licenza A e/o B.
      Una volta acquisito il corso di somministrazione, vale per sempre. Se i suoi requisiti professionali sono ancora validi, lo accerti persso uff. attività produttive presso il Comune. In caso di risposta negativa, dovrà fare il corso di somministrazione di alimenti e bevande presso ass. di categoria

  18. Gentile Yuzhou,
    La licenza di somministrazione non è legata alla canna fumaria. Se le piastre elettriche servono per riscaldare alimenti, non le occorre la cappa aspirante; se invece deve cuocere o grigliare, allora la cappa ci deve essere e deve avere la canna fumaria o l’abbattitore di fumi.

  19. Gentile Sig. Vincenzo,
    innanzitutto bisogna che colui il quale prenderà in gestione il bar, o un preposto esterno, acquisisca il corso per somministrazione di alimenti e bevande presso l’associazione di categoria. Se il bar non ha più la licenza per lavore, deve richiederla nuovamente c/o il Comune. Fare una voltura con la vecchia gestione tramite DIA Sanitaria. I moduli saranno certamente reperibili presso ASL di zona, reparto SIAN. Individuare un consulente per realizzare il manuale di sicurezza alimentare HACCP. Tutti i dipendenti ed i titolari lavoratori, devono avere l’attestato di formazione per operatore alimentare (ex libretto sanitario). Non conoscendo altro, concludo

  20. voglio aprire un bar ristorante alle isole tremiti
    dopo aver acquistato un locale dal comune riservandosi il dominio per trent’anni
    vogliate notiziarmi di eventuali prestiti a fondo perduto o prestiti a tassi agevolati essendo una ditta individuale intestata a donna che era casalinga
    attendo vs
    saluti
    paolo

    • Gentile Sig. Paolo, Per richiedere i finanziamenti a fondo perduto fino al 50%, occorre avere il requisito di disoccupazione. Quando si possiede una ditta individuale, equivale ad essere occupati. Per aprire un bar ristorante, dato l’importo elevato dell’investimento, è preferibile richiedere il finanziamento di Microimpresa che stanzia fino a 129.000€ per acquistare attrezzature ed arredamenti. Bisogna costituire una società in cui almeno la metà dei soci sia disoccupata. Deve individuare un consulente in finanza agevolata che la possa seguire. Le sconsignio di fare da sè.

    • Gentile Sig. Scicchitano, premesso che non so so se è possibile scindere e vendere separatamente le due tipologie di licenza, mi chiedo che valore possa avere oggi una licenza tipo A o tipo B, se è stata de tutto liberalizzata dalla recente norma di cui Lei avrà sicuramente letto nel presente articolo

  21. Gentile dott. Martino ,le chiedo quale prassi seguire per aprire per aprire una sala da te con vendita di te e relativa oggettistica e eventualmente libri sul te nel comune di Teramo.Grazie

    • Gentile Sabrina,
      Una sala da te, è una attività di somministrazione di alimenti e bevande come un bar per la quale occorre frequentare il corso per la somministrazione presso associazioni di categoria, e richiedere la licenza di somministrazione al proprio comune. Per la vendita le occorre anche il corso per alimentarista.

  22. salve dott. Martino, volevo chiedere: per avere il finanziamento a fondo perduto c’è un limite di eta? Io o 35 anni
    Avrei intenzione di aprire una pizzeria ristorante in zona Casamicciola Terme (Ischia). Il locale è da ristrutturare; però, essendo una vecchia pizzeria, già c’è il forno con canna fumaria. Volevo chiederle per le licenze che ci vogliono sia per fare d’asporto che ristorante vero e proprio.
    grazie ancora e scusate il disturbo

    • Gentile Enrico, Per i finanziamenti a fondo perduto, Lei ha la giusta età. I finanziamenti non prevedono interventi di ristrutturazione ed opere murarie; ma solo l’acquisto delle attrezzature, macchinari, arredamenti, pentolame, tovagliato, ecc.
      Lei dovà solo richiedere la licenza di somministrazione per ristorante al Comune ed aprire il ristorante con DIA Sanitaria presso la ASL

  23. DOTTOR MARTINO BUONA SERA PER QUANTO RIQUARDA LA LICENZA DI SOMMINISTRAZIONE ALIMENTI E BEVANDE ,IL COMUNE ANCORA ADATTA I PARAMICI,DOVREBBERO RILASCIARE LA LICENZA .

  24. buongiorno volevo chiedere posso vendere la licenza del mio ristorante pizzeria che si trova a san donà di piave(ve) e portarla a mestre (ve)? grazie

    • il rilascio della licenza di somministrazione di alimenti e bevande, è legata al territorio ove viene emessa. Il rilascio della licenza teneva (e probabilmente tiene ancora) conto dell’impatto che ha sul territorio comunale in termini di “distribuzione” delle attività, di ordine pubblico, e quant’altro. Credo, pertanto, che non sia possibile poter trsferire una licenza da un Comune ad un’altro. Ne Nuovo comune dovrebbe chiedere se è possibile ottenere una nuova licenza per aprire un ristorante pizzeria. Secondo il decreto 59/2010 dovrebbero rilasciare la licenza senza; ma come ancora spesso accade, c’è ancora una certa resistenza a rilasciare licenze facilmente.

    • La licenza di tipo C, riguarda le attività di risorazione o bar con attività di intrattenimento come discoteche, stabilimenti balneari, sale da ballo, locali notturini, ecc.

  25. Salve,dovrei aprire una paninoteca e vorrei sapere se bisogna avere la licenza ?oppure solo la partita iva va bene?grazie aspetto una voistra risposta…

    • La licenza per fare qualsiasi cosa non esiste più. Come per tutte le attività che esercitano occorre aprire almeno una ditta individuale che prevede l’assegnazione di partita iva. sauti

  26. gentile dott.Martino,
    mi complimento per la sua iniziativa utile per il settore e ringrazio della mail informativa.
    Sono titolare di un piccolo agriturismo nel Salento che fa solo ospitalità rurale; vorrei estendere l’attività anche alla somministrazione di cibi e bevande per gli ospiti della struttura o eventualmente anche per clienti esterni. Cosa devo fare e quale normativa seguire data l’esclusione prevista dal comma 7 b)dell’art. 64 decr. legisl.evidenziato sul vs. sito ?
    inoltre sarei interessato ad accedere al finanziamento a fondo perduto per la realizzazione di quanto necessario a questo scopo e per il miglioramento della struttura con l’aggiunta di una piscina.
    grazie per la risposta e cordiali saluti
    giuseppe de matteis

  27. La ringrazio dell’informazione ed apprezzo la sua eticità professionale nell’estendere agli operatori notizie utili circa aggiornamenti legislativi che potrebbero rimanere sconosciuti.Colgo l’occasione per porgerle cordiali saluti.Luigi N.

  28. Gentile Dott.Cesare Martino ,la ringrazio per la sua solèrte e precisa anticipazione di nuove norme in tema Alimentare.
    Qualsiasi novità sarà da me gradita.
    Codiali Saluti.

  29. Dottor Martino per quanto riguarda le attività di ambulanti con somministrazione è cambiato nulla in materia abbiamo sempre l’obbligo di sostare solo 2 ore dove si vuole fermare o ci sono nuove possibilità. inoltre si puo’ vendere vini e birre alla spina?. grazie della sua collabborazione saluti renato

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