CLICCA SU MI PIACE

Requisiti igienico sanitari minimi per una cucina di un lounge bar



Requisiti ninimi di una cucina

Requisiti minimi di una cucina

Salve Dottor Cesare la ringrazio inanzi tutto per la sua disponibilita, sto aprendo un lounge bar , vorrei anche affiancare al bar in un mio appartamento un laboratorio per la preparazione di primi piatti e risotti freddi da consumare a buffet gratuito durante gli orari dell aperitivo. Quali sono i requisiti igienico sanitari minimi richiesti dalle ASL? Il laboratorio si trova a circa 300 metri dal bar in un appartaento di tipo bilocale con soffitti alti circa 4 metri ed annessa camera da letto e bagno , la zona dove si cucina ha una metratura di circa 35/40 metri quadri gia fornita di cucina  non industriale a fornelli a gas , mi chiedevo quali erano le necessarie modifiche da attuare per far si che il locale rientri in un locale adatto a laboratorio di sola preparazione cibi caldi e freddi da consumare nel bar che si trova a circa 300 metri….  e vero che le superfici della cucina   devono essere  ricoperte in marmo o acciaio? il tubo della cappa e vero che deve uscire obligatoriamente dal tetto oppure posso farle uscire da una finestra che si trova a circa tre metri di altezza dal pavimento finesta da me non utilizzata visto la sua altezza?? la cappa deve essere prevista di asspiratori?? e per il trasporto dei cibi dal laboratorio al bar posso utilizzare la mia auto vista la breve distanza???
La prego con urgenza di aiutarmi a chiarire le mie conoscenze in materia….                                      distinti saluti

Gentile Sig. Giuseppe,

Per utilizzare la Sua abitazione, deve primma di tutto cambiare la destinazione d’uso da civile abitazione a locale artigianale. Ovviamente gli impianti devono rispettare la normariva in materia. Come requisiti strutturali minimi in termini di altezza e dimensioni, la cucina è adeguata.

Per quanto riguarda i requisiti sigienico sanitari minimi ler dico quanto segue: i

Il bagno deve essere adiacente la laboratorio e deve avere l’antibagno.

Le finestre devono avere le zanzariere,

le pareti devono essere piastrellate fino a 2 metri o essere di materiele lavabile e disinfettabile.

Anche le superfici di lavoro devono essere atossiche ed in materiale lavabile e disinfettabile. La migliore superficie è l’acciaio liscio. I frigoriferi devono essere in numero adeguato e dotati di termometro.

La cappa deve essere aspirante e sfociare di ‘n’ metri oltre il tetto e distare ‘n’ metri dalle sase vicine.

Per il trasporto indicherà il suo mezzo nella dia sanitaria, dichiarando il trasporto in contenitori isotermici.

Per queste operazioni di adeguamento strutturale, si rivolga ad un tecnico, ed acquisisca informazioni dalle ASL reparto SIAN.

Consulente per HACCP Dott. Cesare Martino

21 Comments
  1. Buona sera , potrebbe darmi dei chiarimenti ? Ho un bar con una stanza dietro al bancone senza finestre … vorrei creare una cucina , c’è la possibilità
    Saluti
    Laura

    • Gentile Sig.ra Laura
      Una stanza chiusa senza areazione non può essere usata per realizzare un laboratorio, salvo diversa ed esplicita indicazione sul Regolamento Comunale di Igiene. Unica soluzione è quella di trasformare la stanza in una Zona laboratorio. Questa modifica in genere prevede un cambio di agibilità; pertanto consulti un tecnico (geometra o ingegnere o architetto) per valutare la fattibilità di cambio di destinazione d’uso da vano a zona.

  2. Salve, ho letto molti di questi post e mi permetto di chiederle : ho un locale del ‘700 tipo cantina ma non sottoterra…diciamo a livello strada o poco meno…con finestre. Adesso lo sto ristrutturando e volevo destinarlo ad un attività terziaria (tipo ristorazione )con una cucina a norma..
    Ho un’ azienda agricola e vorrei commerciare e manipolare prodotti ovviamente l’avere una cucina è d’obbligo…
    L’ immobile in questione è totalmente da inquadrare a livello igienicosanitario e quindi visto che è un posto che non voglio modificare molto visto il valore storico, volevo sapere se sono possibili soluzioni satellite tipo bagni etc’etc visto che ho un abitazione altrettanto antica collocata sopra la cantina… (è un antica casa padronale). grazie mille e a presto…

    • Gentile Sig. Ruben,
      I locali storici possono essere agevolati con deroghe nel regolamento comunale di igiene. Il fatto che sia seminterrato, potrebbe necesitare una deroga da parte dell’ASL. Per tale ragine consulti il regolamento di igiene del comune in questione e consulti l’asl per il resto.

  3. Salve dottore, mi trovo a voler aprire un bar con annessa cucina a vista, quindi vorrei che anche l’occhio avesse la sua parte sulla scelta delle piastrelle della pavimentazione da usare.
    Qua è la su internet ho letto che la piastrella deve essere di materiale liscio, lavabile e di buona resistenza.
    io avrei scelto inq piastrella in gres porcellanato che riproduce l’effetto parque, e quindi con delle leggere incalanature che riproducono le venature del legno.
    secondo lei possono rientrare nel regolamento igienico sanitario?
    Grazie mille

    • Salve,
      La normativa in merito, è, come avrà avuto modo di constatare, un pò generica.
      Senza nessuna particolare prescrizione dei comuni e/o ASL, le mattonelle potrebbero essere di qualsiasi colore purchè, appunto, in materiale non assorbente, lavabile e disinfettabile.
      Può però succedere che nei regolamenti comunali di igiene, vengano riportate condizioni e caratteristiche particolari delle mattonelle dei pavimenti e dei muri (generalmente fino ad una altezza minima di 2 metri).
      Nello specifico, potrebbe essere prescritto che le mattonelle siano di colore chiaro o bianco al fine di evidenziare maggiormente lo sporco e favorire la pulizia.
      Spesso viene richiesto che gli angoli e gli spigoli, nei punti di giunzione tra muro e pavimento e tra muri, debbano essere ARROTONDATI al fine di evitare l’accumulo di sporco.
      A meno chè le piastrelle per il muro non siano espressamente richieste, le pareti dei muri delle cucine, potrebbero essere addirittura verviciate in solo materiale liscio e lavabile.

      Tutte queste indicazioni vanno comunque verificate nei REGOLAMENTI COMUNALI DI IGIENE DEL COMUNE e con l’ASL locale.

  4. Dottor Cesare, avrei ancora una domanda: per permettermi di iniziare al più presto a produrre le lumache precotte e le lumache in umido, ho chiesto al parroco del mio paese, che organizza da quasi 50 anni una sagra famosa dalle nostre parti, e che ovviamente possiede una cucina a norma, se potevo intanto preparare le mie lumache in quella cucina, visto che a parte il periodo della sagra, il resto dell’anno non viene usata. Lui mi ha dato l’autorizzazione verbale, ma dal punto di vista dell’asl, è consentito questo “prestito” di cucina, oppure devo per forza lavorare nella mia cucina (che devo ancora costruire e/o installare)?
    Grazie.
    Claudia

    • Gentile Sig.ra Claudia,
      Deve presentare una comunicazione all’asl chimata DIA sanitaria in cui comunica le sue intenzioni, dotarsi del manuale haccp di igiene e quant’altro deve assolvere una qualunque attività registrata. Per poterlo fare deve costituire una ditta individuale o una società.
      Allo stesso modo il titolare della cucina che la accoglie deve presentare una DIA sanitaria all’asl in cui comunica che la ospiterà dal.. al.. e sarà autorizzata a fare “xyz”

    • Gentile Sig.ra Claudia,
      NON è possibile usare liberamente una cucina di una attività registrata. Per essere a norma, e per sollevare da responsabilità l’azienda che la ospita, deve presentare una comunicazione all’asl chimata DIA sanitaria in cui comunica le sue intenzioni, e specificando cosa vuole fare ed il periodo interessato. Deve inoltre dotarsi del manuale haccp di igiene e quant’altro deve assolvere una qualunque attività registrata (sicurezza sul lavoro, ecc) come una qualunque attività che esercita tutto l’anno nei propri locali. Per poter presentare la DIA sanitaria deve deve costituire una ditta individuale o una società.
      Allo stesso modo il titolare della cucina che la accoglie deve presentare una DIA sanitaria all’asl in cui comunica che la ospiterà dal.. al.. e sarà autorizzata a fare “xyz”

  5. Buongiorno Dottor Cesare,
    sono titolare di un allevamento di lumache e oltre a vendere le lumache vive spurgate, mi occorrerebbe una cucina a norma per preparare e cuocere le lumache e venderle in barattoli di vetro come “lumache precotte” oppure in vaschette come “lumache in umido”. Ora mi chiedevo: intorno a casa avrei spazio a sufficienza per installare una casetta prefabbricata di legno, potrei installare la cucina all’interno di questa casetta e usare il bagno di casa? Lavorerei solo io in quella cucina.
    Cordiali saluti
    Claudia

  6. Salve io e mia moglie moglie vogliamo aprire un asilo nido.ci può dare qualche informazione sulle normative per la cucina(metri quadrati,ampiezza delle finestre ecc) siamo a Treviso. La ringrazio anticipatamente.cordiali saluti Marco

  7. Buongiorno, vorrei creare, nel mio negozio di alimentari, un angolo dove i clienti possano sedersi e farsi un tè (metterei un bollitore) o mangiare qualcosa comprato nel negozio (senza che io li debba servire). Vorrei poter preparare spremute o insalate, panini e al massimo scaldare con un fornetto dei pianti pronti (che normalmente vendo nel frigo).
    Che tipo di autorizzazione mi serve? è indispensabile un bagno per i clienti?Che dimensioni minime dovrebbe avere la zona di preparazione (solo cose fredde), ci devono necessariamente essere delle finestre? Spero mi possa rispondere, visto che alla asl sono sempre poco precisi sui requisiti. Saluti

  8. Salve,
    io e una mi amica apriremo una caffetteria a Pisa. Il fondo che abbiamo trovato è da ristrutturare in quanto prima c’era un’agenzia interinale. La nostra intenzione è quella di offrire colazioni e pranzi preparati da noi. Ci è stato già detto che se vogliamo cucinare quindi mettere dei fornelli dobbiamo mettere anche la canna fumaria. Ma se volessimo fre soltanto piatti freddi (panini), insalate, torte salate e piccola pasticceria da dare a colazione quindi mettere soltanto un forno elettrico tipo quello domestico è obbligatoria la canna fumaria?

    Grazie,
    Michela

    • Gentile Sig.ra Michela L’uso di piccoli fornetti elettrici autoventilati generalmente è tollerato (se non addirittura ammesso) per la cottura o ultimazione di cottura di alimenti; ma se un organo di controllo pretende la cappa aspirante con allontanamento di fumi, credo che sia difficile “trattare”

  9. Salve Dott. Martino,

    io sono in fase di apertura di una gastronomia, volevo chiederle giusto qualche informazione.
    Io sono già andata alla asl, ma ovviamente alcune cose mi è sfuggito di chiederle, dovrò ri-andare ma nel frattempo visto che sono qui vorrei chiederle a lei.
    Avrei intenzione di usare per la cucina delle piastrelle colorate, mi chiedo se la asl possa contestare questo, voci di corridoio dicono che devono essere bianco latte.
    Vorrei sapere se i tavoli da lavoro possono essere anche in marmo, visto che comunque il materiale è lavabile e disinfettabile.
    Per quanto riguarda l’antibagno, mi chiedono una ventola perchè non ha finestra, ma il locale ha l’agibilità, il bagno ha già la finestra, nell’antibagno a cosa serve, uno va per lavarsi le mani quando è in bagno, quindi alla fine non ha molto senso.
    Per il resto sò già tutto quanto mi serve per la realizzazione!!!
    La ringrazio anticipatamente.

    • Gentile Sig.ra Elisabetta,
      Meglio mettere le piastrelle bianche.
      Le superfici in marmo rischiano di non essere a norma; quindi meglio l’acciaio.
      Anche se condivido il Suo scetticismo, le norme vogliono l’aspiratore anche nell’antibagno

  10. Vorrei un chiarimento… l’appartamento in questione perderebbe ogni diritto di essere usato come abitazione col cambio d’uso, cioe’ non e’ che io in cucina ci faccio il laboratorio e in camera posso continuare a dormire ?

    • Gentile sig.ra isabella, per aprire una attività in casa occorre destinarne una parte e cambiare la destinazione d’uso. Le norme in materia vogliono che la zona di produzione sia fisicamente separata dall’abitazione o comunque non comunicante con porte ecc. Le situazione è difficile; ma per regolarizzare l’attvità, occorre il suo compromesso

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *