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Linee guida generali per conoscere quali sono i requisiti minimi strutturali richiesti per la varie tipologie di attività alimentari.
N.B. Tutti i dati sotto riportati sono puramente orientativi e da non considerarsi validi in quanto variano da distretto a distretto ASL. Per porre una domanda lasciare pure un commento a fine pagina.

In linea generale le disposizioni dei locali e delle attrezzature deve consentire di organizzare il lavoro secondo il principio della marcia “tutto avanti” a partire dalla zona o punto di ricezione merci fino al punto di somministrazione, evitando il più possibile incroci tra cotto e crudo e tra pulito e sporco (contaminazione crociata). I criteri applicativi di seguito definiti rappresentano unicamente requisiti minimi necessari per l’esercizio della attività e, in questo contesto, sono da considerare a titolo di riferimento in quanto possono variare asseconda dei regolamenti di igiene comunali.

- La superficie dei locali deve essere adeguata al tipo di attività, alla potenzialità produttiva e al numero degli addetti;

- I pavimenti devono essere realizzati in materiale facilmente lavabile e disinfettabile;

- Le pareti dei locali di preparazione degli alimenti devono essere rivestite di materiale facilmente lavabile e disinfettabile fino ad almeno 2 metri;

- I piani di lavoro devono essere di materiale lavabile e disinfettabile, opportunamente separati per le varie lavorazioni;

- Le finestre e altre aperture del laboratorio e della dispensa devono essere protette con idonei sistemi di lotta agli insetti;

- Tutti i locali devono possedere illuminazione naturale pari a 1/8 della superficie del pavimento e superficie apribile 1/16 della superficie del pavimento. Il ricorso a sistemi artificiali deve essere motivato da specifiche situazioni strutturali; per i locali ad uso spogliatoio, servizi igienici, deposito, è possibile prevedere aerazione meccanica;

- Tutti gli esercizi devono possedere un servizio igienico con antibagno ad uso esclusivo del personale dotato di lavamani con rubinetteria a comando non manuale (pedale, ginocchio, fotocellula, a pressione) fornito di acqua calda e fredda, dispensatore di sapone liquido e asciugamani monouso (salviette a perdere, asciugamani ad aria calda); entrambi i locali dovranno essere rivestiti di materiale lavabile fino all’altezza di 2 metri.

- Lo spogliatoio per il personale deve essere munito di armadietti a doppio scomparto per il cambio del vestiario. L’antibagno del personale, quando sufficientemente dimensionato può essere adibito a spogliatoio;

- Gli spogliatoi ed i servizi igienici per il personale devono essere dimensionati in base al numero di operatori contemporaneamente presenti;

- Tutti gli esercizi devono possedere almeno un servizio igienico destinato al pubblico opportunamente dimensionato e dotato di dispensatore di sapone e dispositivi per asciugarsi non riutilizzabili;

- Deve essere previsto un locale magazzino / cantina per il deposito di alimenti, vini e bevandein genere, di dimensioni adeguate in rapporto all’attività, collocato anche all’esterno dell’esercizio ma nelle immediate vicinanze, dotato di adeguate scaffalature e ripiani e pavimenti facilmente lavabili e disinfettabili;

- Le vetrinette non devono essere accessibili dal pubblico e devono essere munite di termometro;

- Devono essere previste dotazioni ottimali di arredi, utensili, attrezzature e contenitori per rifiuti con apertura non manuale;

- Devono essere disponibili idonee attrezzature refrigeranti (frigoriferi e congelatori) per la conservazione degli alimenti e delle bevande, munite di termometri a lettura esterna;

- Vano / armadietto destinato a deposito prodotti e attrezzature di pulizia;

- Tutti i punti di cottura che determinano emissioni di vapori o fumi devono essere dotati disistemi di aspirazione (cappe) canalizzati in canne di esalazione o fumarie indipendenti, costruite conformemente alle regole di buona tecnica e alla normativa vigente. La canna fumaria dovrà sfociare oltre il colmo del tetto;

- La zona lavaggio, ove prevista, deve essere attrezzata con lavello e lavastoviglie, da collocare in spazio apposito. In presenza di volumi di attività elevati occorre predisporre un’aspirazione per l’allontanamento dei vapori.

Servizi Igienici per il pubblico

Esercizi di sola somministrazione di alimenti e bevande.

-Un servizio igienico fino a 100 mq di superficie di somministrazione;

Limitatamente agli esercizi di sola somministrazione posti nei centri storici, iComuni possono prevedere deroghe, consentendo al pubblico l’uso del servizio del personale, che dovrà essere accessibile dalla sala;

- due servizi igienici oltre i 100 mq di superficie di somministrazione.

Esercizi di somministrazione di alimenti e bevande con preparazioni di gastronomia.

- Un servizio igienico fino a 100 mq di superficie di somministrazione;

Limitatamente agli esercizi esistenti di sola somministrazione posti nei centri storici, i Comuni possono prevedere deroghe per consentire l’estensione dell’autorizzazione alle preparazioni di gastronomia, consentendo l’attività anche in presenza del solo servizio igienico per il personale da mettere a disposizione del pubblico; in tal caso il servizio dovrà essere accessibile dalla sala.

- due servizi igienici oltre i 100 mq di superficie di somministrazione.

Esercizi di somministrazione di alimenti e bevande con attività di preparazione alimenti configurabile come piccola ristorazione e/o ristorazione veloce.

- Un servizio igienico fino a 50 posti tavola;

- Due servizi igienici fino a 100 posti tavola;

- Due servizi igienici ogni 100 posti a sedere in più oltre i primi 100.

Esercizi di somministrazione di alimenti e bevande con attività di preparazione alimenti, configurabile come attività di ristorazione tradizionale.

-Un servizio igienico fino a 50 posti tavola;

- Due servizi igienici fino a 100 posti tavola;

- Due servizi igienici ogni 100 posti a sedere in più oltre i primi 100.

REQUISITI LOCALI PER FUMATORI

I locali riservati ai fumatori di cui all’art. 51 comma 1 lettera b) della legge 16/1/2003 n. 3 devono essere contrassegnati come tali e realizzati in modo tale da risultare adeguatamente separati da altri ambienti limitrofi, nei quali è vietato fumare. I requisiti strutturali sono definiti dal D.P.C.M. 23/12/2003.

REQUISITI SPECIFICI PER SINGOLA TIPOLOGIA

Esercizi di sola somministrazione di alimenti e bevande

In aggiunta ai requisiti generali occorre prevedere in relazione alle attività svolte:

- Una zona di preparazione di bevande estemporanee (banco Bar);

- Una zona dimensionata in rapporto alla potenzialità produttiva, per la preparazione di alimenti compositi quali panini, tramezzini, tartine, toast, ed altri prodotti farciti analoghi, completamento di cottura di pasticceria surgelata precotta ed assimilabili;

- una zona lavaggio attrezzata con lavello a comando non manuale e lavastoviglie, nel

caso di utilizzo, per la somministrazione, di stoviglie non monouso;

- Attrezzature idonee al riscaldamento degli alimenti precotti.

Esercizi di somministrazione di alimenti e bevande con preparazioni di gastronomia

In aggiunta ai requisiti generali e ai requisiti specifici per la tipologia precedente occorre

prevedere:

- Un ambiente separato, utilizzato per le preparazioni previste per la tipologia, con dimensioni idonee in rapporto all’attività;

- Una zona lavaggio attrezzata con lavello dotato di rubinetteria a comando non manuale e lavastoviglie.

Esercizi di somministrazione di alimenti e bevande con preparazione di alimenti, configurabile come attività di ristorazione tradizionale

Per questa tipologia devono essere previsti tutti i requisiti elencati nella parte generale e ove pertinenti i requisiti previsti per le tipologie precedenti.

- Cucina dotata di locali distinti ovvero di zone separate in uno stesso locale, se sufficientemente ampio, per i seguenti reparti:

1. preparazione

2. cottura

3. lavaggio

La superficie destinata ai servizi di cucina nel suo insieme deve essere non inferiore a mq 20 esclusa la zona lavaggio, per i primi 50 posti tavola, con un aumento proporzionale pari a 0,25 mq per ogni ulteriore posto tavola. Le pareti raccordate con sagoma curva al pavimento vanno rivestite per una altezza di 2,00 metri con materiale impermeabile facilmente lavabile e disinfettabile. La cucina deve essere costruita in modo tale da non creare percorsi di ritorno rispetto al flusso del processo di sanificazione dell’alimento. La zona lavaggio stoviglie va posta di norma in un locale distinto o in uno spazio possibilmente delimitato in prossimità della sala di somministrazione. Dovrà in ogni caso essere prevista un’adeguata dotazione di lavamani a comando non manuale, in particolare nella zona di passaggio fra settore di preparazione materie prime e gli ulteriori settori.

Per le preparazioni destinate alla congelazione o al sottovuoto, sono necessarie attrezzature adeguate ed è necessario attenersi alle procedure specifiche.

I ristoranti che effettuano preparazioni anticipate di cibi cotti devono dotarsi di apparecchiature per la refrigerazione rapida tramite abbattitore di temperatura per una corretta conservazione dei prodotti.

- Magazzino / dispensa per la conservazione degli alimenti, dotato di idonei scaffali a ripiani lisci e lavabili, di armadio o celle frigorifere destinati ed utilizzati specificatamente per la conservazione della frutta, della verdura e degli altri alimenti deperibili. La cantina e il magazzino possono coesistere in un unico locale, devono comunque avere dimensioni sufficienti rapportate ai volumi di attività (10 mq fino a 50 posti, 0,2 mq per ogni ulteriore posto tavola), possibilmente aerati, con pavimenti lavabili e pareti intonacate e tinteggiate; la dispensa deve poter essere rifornita senza attraversare la cucina ed essere posta in comunicazione con la stessa o nelle immediate vicinanze.

Sala di somministrazione

I locali destinati alla somministrazione di alimenti devono essere ben aerati, adeguatamente illuminati, sufficientemente ampi per contenere, con una razionale distribuzione, gli arredi, le attrezzature, l’utensileria e quant’altro occorre ai fini della somministrazione e per consentire agevolmente il lavoro del personale e la circolazione del pubblico. In ogni caso dovrà essere assicurata una superficie di almeno 1,2 mq per ciascun posto a tavola.

- L’esposizione in sala ristorante di alimenti a libero servizio deve avvenire in vetrine condizionate (caldo/ freddo) in modo da rispettare le temperature di conservazione.

PIZZERIA

L’attività di pizzeria è comunemente associata alla attività di ristorazione tradizionale o può configurarsi come attività singola. In quest’ultimo caso devono essere previsti i requisiti generali e specifici per la piccola ristorazione o ristorazione veloce. Quando la preparazione, la farcitura e la cottura delle pizze viene fatta in un banco apposito, questo deve possedere i seguenti requisiti:

- Lavamani dedicato;

- Forno elettrico o a legna dotato di canna di esalazione e/o canna fumaria;

- Vaschette refrigerate per gli ingredienti di farcitura;

- Cassettine per la lievitazione;

- Spazio riparato per la legna qualora prevista;

- Spazio per l’impastatrice con pareti e pavimento facilmente lavabili e disinfettabili all’interno del laboratorio cucina o nelle immediate vicinanze della zona farcitura pizze.

CATERING

Per l’attività di catering si richiedono:

- mezzi mobili idonei al trasporto di alimenti deperibili, conformità dei materiali che vengono a contatto con alimenti, adeguate procedure di sanificazione;

- cucina dotata dei requisiti minimi, con uno spazio/locale per la preparazione degli alimenti da trasportare.

Attività di somministrazione di alimenti con estensione della autorizzazione al Catering

La richiesta di ampliamento dell’attività di somministrazione al Catering va valutata tenendo conto dei seguenti elementi:

- compatibilità con l’esercizio ordinario

- dimensione dei locali

- attrezzature

- tipi di preparazioni

- spazi dedicati

- procedure HACCP.

AREE ESTERNE AGLI ESERCIZI DI SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI

L’uso di aree esterne per la somministrazione di alimenti è subordinato al rispetto dei seguenti requisiti ed alla valutazione dei seguenti aspetti igienico-sanitari:

- pavimentazione dell’area (pedana, cemento, asfalto, porfido, legno, ecc., facilmente pulibili e lavabili in assenza di fosse biologiche visibili);

- copertura dei tavoli (ombrelloni, gazebo, tettoie, portici, ecc.);

- delimitazione dell’area ove necessario (fioriere, steccati, pannelli, siepi, ecc. nel rispetto dei regolamenti Comunali);

- assenza di cassonetti per rifiuti in prossimità dell’area;

- assenza di ponteggi o cantieri edili in prossimità dell’area;

- distanza dell’area di somministrazione dai locali di produzione;

- superficie dell’area di somministrazione e numero posti previsti in rapporto alla superficiedella cucina ed al numero dei servizi igienici.

Dott. Cesare Martino Consulente Tecnologo Alimentare Lecce.

Per Informazioni info@cesaremartino.it oppure chiama 329.3512283



99 Commenti a “REQUISITI IGIENICO SANITARI MINIMI COMUNI PER ATTIVITA’ DI SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI”

  • antonietta scrive:

    salve,ho letto il suo articolo sui requisiti igienico sanitari.io ho un bar con laboratorio di mq30,con autorizzazione sanitaria per preparazione di gelato artigianale.se volessi installare una piccola cucina preoarare pasti veloci quale legge devo consultare?preciso che mi trovo in sicilia e siamo una regione a statuto autonomo.grazie in anticipo distinti saluti

  • admin scrive:

    Per installare una cucina occorre individuare, eventualmente separare, ed attrezzare una zona del laboratorio presentare una DIA sanitaria all’ASL della Sua zona. Prenda informazione presso l’ASL settore SIAN

  • maura scrive:

    Salve gradirei qualche delucidazione da lei che e’ un esperto : vorrei aprire una gastronomia da asporto per intenderci nella mia citta’ e precisamente in un centro commerciale ,il centro e’ provvisto di bagni per il pubblico e di un bagno privato per i soli operatori, per la asl della mia zona (sardegna ) e’ sufficiente? Tenendo conto di un centro commerciale non posso farmi il mio servizio , i requisiti a parte il bagno , ci sono e’ sufficiente per la asl ?? Gradirei risposta anche privata se preferisce purche’ celere in quanto il mio progetto e’ in fase di partenza . Nel ringraziarla porgo distinti saluti

  • admin scrive:

    Gentilissimo, non so cosa potrà pensare o volere l’asl dela sua zona. Il suo timore forse è eccessivo. Come crede abbiano ottenuto l’autorizzazione tutte quelle attività, che comunque operano nei centri commerciali e nei mercati, e che sono nelle sue stesse condizioni?

  • admin scrive:

    Gentilissimo, non so cosa potrà pensare o volere l’asl della sua zona. Il suo timore forse è eccessivo. Come crede abbiano ottenuto l’autorizzazione tutte quelle attività, che comunque operano nei centri commerciali e nei mercati, e che sono nelle sue stesse condizioni?

  • alessandro scrive:

    Salve. io vorrei aprire un laboratorio alimentare per la produzione ci cibi cucinati mediante fuoco a legna. Mi piacerebbe sapere se ci sono delle normative speciali che regolamentano l’utilizzo di tale risorsa.
    La ringrazio e le porgo carissimi saluti.

  • admin scrive:

    Salve, non mi risultano normative speciali per la cottura di alimenti tramite forno a legna. A mio avviso può esercitare come qualunque altra attività

  • Sofia scrive:

    Buongiorno,
    sto valutando l’ipotesi di realizzare un laboratorio di cucina per la sola preparazione di cibi per poi fornire negozi e uffici a domicilio a Milano. Non sono riuscita a capire a quale normativa devo fare riferimento.
    Potrebbe darmi dei riferimenti per cortesia?
    E’ possibile farlo in casa? (intendo con “promiscuità” di residenza nello stesso appartamento.)
    Lei potrebbe seguire, nel caso la pratica di autorizzazione?

    ringraziando invio i miei più cordiali saluti.

    Sofia

  • loredana scrive:

    Buon giorno,
    ho idea di attivare un piccolo servizio catering in casa,quali sono le norme igieniche richieste?
    Buon lavoro e grazie!

  • admin scrive:

    Gentile Sig.ra,

    Premetto che per poter lavorare in regola, deve innanzitutto separare fisicamente la parte di abitazione da quella che sarà la cuciuna; avere i requisiti strutturali, impiantisticie previsti per un locale artigianale in Milano. Questo vuol dire rispettare altezze, areazione, illuminaziuone, avere l’impianto idrico ed elettrico a norma, avere il bagno per il personale con relativo anti bagno. Quando, e se, questi fattori saranno a norma, dovà cambiare la destinazione d’uso da abitazione a locale artigianale. Chieda informazioni presso ASL della sua zona in merito al suo progetto. Per questo suo progetto è meglio chiedere la consulenza di un ingegnere o geometra.

    Solo quando avrà superato questi adempimenti, potrà attrezzare la cucina e successivamente presentare la Dia sanitaria per poter iniziare a lavorare.

    Cordiali salti

  • giuseppe scrive:

    vorrei aprire un laboratorio di pasticceria secca quale norme sanitarie occorre rispettare?

  • admin scrive:

    Le norma principale da seguire è il Regolamento CE n. 852/04 in termini di requisiti generali di igiene. Entrano in gioco anche i regolamenti comunali di igiene che dettano disposizioni in termini di altezze areazione dei locali ecc. Occorre comunque consultare l’ASL di zona (reparto SIAN) per avere maggiori delucidazioni. Per essere certi occorre comunque richiedere un parere preventivo alla stessa ASL.

  • fabio scrive:

    salve in un locale realizzato in legno 4mt x 8 mt
    all’interno di un campo di mini golf vorrei preparare pizzette con forno a legna senza servizio a tavolino.
    2 bagni sono sufficienti uno per il personale e uno per uomini donne e disabili?
    la reggione di appartenenza è la sardegna precisamente L’Ogliastra.
    grazie attendo risposta.

  • Danilo scrive:

    Buona sera..
    Un ristorante (in Lombardia)deve avere un locale per l’immondizia?
    Se si, come io penso, quale è la legge di riferimento che mi spieghi le caratteristiche che deve avere (dimensione, posizione, illuminazione, areazione ecc..)

    Cordiali Saluti

  • admin scrive:

    Gentile Sig. Fabio, In provincia di Lecce per le pizzerie da asporto, è previsto il bagno solo per il personale; mentre non è previsto per i clienti. Quando lavora personale di ambo i sessi, occorrerebbe il bagno distinto per sesso. Si informi presso l’asl della sua zona se le conviene destinare tutti i suioi bagni per il personale, visto che per i clienti potrebbe non essere obbligatorio.

  • admin scrive:

    Gentile sig Danilo. Per avere la risposta più esauriente e giusta, credo che sia meglio consultare, o chiedere al suo comune, il regolamento comunale di igiene e verificare cosa dice in merito. Intanto consulti il Reg. CE n. 852 2004 che in tema di magazzino rifiuti si esprime dicendo che i magazzini per i rifiuti devono essere protetti dalle infestazioni esterne da parte di animali ed insetti, e che devono essere progettati in modo che siano facilmente pulibili; quindi, secondo me, è meglio se son piastrellati ad altezza utile (generalmente di almeno 2 metri), dotati di acqua corrente e sistema un di scolo delle acque di lavaggio al centro del pavimento. Per le restanti informazioni, rimando al regolamento di igiene

  • francesco battaglia scrive:

    Salve,
    un bar in esercizio da 28 anni ha i bagni all’esterno dei locali di somministrazione sempre nella srtessa area privata. Può continuare ad esercitare la somministrazione al pubblico di alimenti e bevande e concedere l’esercizio in cessione in fitto di ramo d’azienda? Oppure deve adeguare i servizi igienici (2 compreso quello per i diversamente abioli con antoìbagno)ponendoli all’interno dei locali di somministrazione?
    Grazie
    Saluti

    Francesco Battaglia

  • santo scrive:

    salve,dovrei aprire un bar dove la superfice è di circa 25mt ,e obbligatorio bagno antibagno e bagno per i diversamentete abili grazie

  • admin scrive:

    Salve, Credo proprio che serva anche il bagno per i diversamente abili

  • admin scrive:

    Gentile Sig Franco Battaglia, Mi capita di avere clienti che hanno il bar in una stazione di servizio. I bagni sono esterni, e questo non ha costituito per loro alcun problema o limitazione. Credo che per Lei vale lo stesso; ma non mi assumo la responsabilità di decisioni o azioni in merito. Se vuole un consiglio, Chieda al SIAN presso asl di zona. Il “federalismo” in materia non rende certo mai niente.

  • CIRO scrive:

    salve
    possiedio una pizzeria da diecianni vorrei sapere da lei visto le sue conoscenze nel settore le nuove normative per la cucina , se posso istallare un magazzino esterno ,dove posso istallare dei frico per la coservazione di bevande ed alimenti e se esistono. premetto che la mia cucina e provvista di cappa per estrazione fumi pareti rivestite oltre i 2m . il mio locale possiede un retro cortile esterno recintato e di pertinenza esclusiva della pizzeria . La ringrazio anticipatamente per la risposta

  • admin scrive:

    Gentile Sig Ciro,
    Per non incorrere in problemi o limitazioni da parte delle ASL, I magazzino di cui parla deve essere dichiarato agibile, e dotato di areazione (1/8 o 1/16 della superficie calpestabile), altezza (generalmente sopra i 3 metri) e struttura a norma Pareti lababili e disinfettabili). Dovrebbe individuare un percorso di accesso al magazzino protetto e riparato con la cucina o altro ambiente comunicante. Si consulti con un ingegnere o chieda direttamente alle ASL del suo teritorio.

  • Chiara scrive:

    Buongiorno.
    Mi chiamo Chiara e vivo in provincia di Varese. Ho appeno iniziato i lavori per fare un piccolo laboratorio di produzione di liquore a freddo. Avevo un dubbio sulle porte interne. Tenendo conto del fatto che l’antibagno del personale sarà anche lo spogliatoio, la porta che separa il bagno dall’antibagno deve essere di un particolare tipo o può andar bene anche una porta a soffietto?
    Grazie.

  • admin scrive:

    Gentile Sig.ra Chiara, Le porte per la normativa, devono essere in materiale lavabile e disinfettabile. Soddisfatta questo requisito, Le direi che potrebbe anche andare bene; ma cosa ne pensano le autorità sanitarie della sua zona in merito? Questo io non lo so.

  • Chiara scrive:

    guardi, sinceramente non mi hanno detto niente di specifico riguardo alle porte, se non appunto che devono essere lavabili. a me è venuto il dubbio perchè controllando alcune norme, ho trovato scritto che le porte devono essere “a chiusura automatica” e sinceramente non sono riuscita ad interpretare questa dicitura

  • admin scrive:

    Sig.ra Chiara, a chiusura automatica sono le porte senza maniglia che vengono spinte col comito, per evitare di sporcarsi le mani toccando la maniglia, e che si richiudono da sole grazie ad una molla di richiamo.

  • Luciano scrive:

    Buongiorno e complimenti per la sua preparazione.Desideravo sapere se su una pedana esterna al locale – adibito a somministrazione di alimenti e bevande – appoggiata sulla strada (autorizzata dal comune ed avente una superficie di circa 10 mq) sia possibile mettere tre tavoli e dodici sedie in plastica e se ci si deve premunire di nulla osta del SIAN-ASL per non incorrere in sanzioni al D.lgs 193/2007.
    Ringrazio e distinti saluti

  • admin scrive:

    Gentile Sig. Luciano, Per l’occupazione del suolo pubblico occorre certamente richiedere l’autorizzazione al Comune. Per quanti riguarda i requisiti sanitari, consideri che la somminitrazione prevede i bagni per gli avventori ed andicappati. Non mi ha detto se si tratta di un bar con sosta o di un ristorante. La pedana esterna generalmente andrebbe protetta dallo smog con paraventi o fioriere alte ed eventualmente dovrebbe essere prevista una copertura. Uso il condizionale, perchè non conosco i regolamenti comunali del Suo Comune; nè cosa richiedono nello specifico gli ufficiali di igiene della sua Zona.

  • Luciano scrive:

    Grazie per la tempestiva risposta. Dunque,si tratta di un pub con licenza tipo A+B per somministrazione. Il Comune ha autorizzato soltanto la posa in opera della pedana esterna al locale. Il dubbio è sapere se si possono mettere le sedie e i tavoli oppure no, in quanto nell’istanza fatta al Comune e sulla planimetria della pedana presentata, sia i tavoli che le sedie non risultano da nessuna parte.
    Con viva cordialità

  • Elena scrive:

    salve io sono interessata a un negozio di frutta e verdura.quali sono i requisiti?
    la cella è obbligatoria e quindi un locale come deposito?
    grazie infinite

  • admin scrive:

    Gentile Sig Luciano, la risposta la dovrebbe sapere il tecnico che ha presentato la domanda. Ad ogni modo una pedana messa li, fine a se stessa, non ha senso. Sulla planimetria la pedana è indicata come area o zona per sosta? Se si, probabilmente non importa che non siano disegnate le sedie ed i tavoli. Apparte il Comune, per l’autorizzazione tramite DIA sanitaria, occorre conoscere prima di tutto il parere ASL. che credo dovrà rispettare, almeno in parte, i requisiti che Le ho detto nella precedente risposta. Saluit

  • admin scrive:

    Gentile Sig.ra Elena, non mi è ancora capitato di vedere fruttivendoli con cella. Certo è che una cella conserva meglio la merce che, ovviamente durerà più a lungo. I requisiti principali sono: pareti lavabili e disinfettabili fino a 2 metri; bagno con antibagno per il personale. Areo-illuminazione sufficiente pari ad 1/8 garantite da porte e finastre.

  • said scrive:

    Salve,mi chiamo Said, ho un locale di alimentari a Bologna, vorrei trasformare il mio locale in un esercizio di sommistrazione di alimenti e bevande al pubblico solo facendo le serate di degustazione di birra niete altro.Dispongo dei requisiti morali e professionali per la costituzione di suddetta attivita. Il locale e di 40mq con superficie di vendita 30mq.Ho un bagno e anti bagno che sono in norma e un deposito.Vorrei sapere se mi occorre fare un altro bagno e anti bagno,non ho dipendenti.Ringraziando in anticipo.
    Said

  • Chiara scrive:

    Buongiorno. Avevo già scritto in precedenza. Io devo aprire un laboratorio per la produzione di liquore a freddo. Siccome la merce con cui farò questi liquori proviene dalla Sardegna e sono io stessa ad andare a raccoglierla (si tratta di bacche mirto e arance), mi chiedevo se per quanto riguarda il trasporto dovevo seguire delle regole speciali e se devo fare qualche documento per trasportarle dalla Sardegna alla provincia di Varese.
    Grazie
    Chiara

  • admin scrive:

    Gentile Sigra Chiara, Nelle fasi di trasporto eve impedire il dterioramento e la contaminazione dell’alimento trasportandolo in contenitori chiusi, o in mezzo chiuso. Per quanto riguarda il trasporto, deve sicuramente giustificare tale movimentazione in caso di controllo. Credo che dovrà produrre un documento di tasporto.

  • admin scrive:

    Gentile Sig Said,
    Generalmente la Sosta dei clienti, prevede anche il bagno distinto per sesso con incluso il bagno per i diversamente abili. C’è la concreta possibilità che ne debba realizzare 2 più i Suo. Ma per certezza, Rimando Lei, e chiunque legga la presente, ad informarsi presso la propria ASL di zona; in quanto i requisiti richiesti per i bagni, e per gli altri vani, generalmente variano.

  • Marco Troiano scrive:

    Salve
    la società immobiliare per cui lavoro, possiede a Roma un negozio che è stato locato ad un inqulino ad uso ristorante. La società immobiliare nel contratto di locazione si è impegnata ad istallare una canna fumaria idonea all’attività di ristorante. In sede di istallazione della canna fumaria con regolare dia che rispetta tutti i requisiti previsti da legge ( distanza oltre 75 cm da balconi e finestre, in tinta come facciata edificio,diametro da 38 cm in quanto a doppia parete che evita perdite ed emanazione di calore ) decorsi oltre i 30 giorni dalla dia proprio durante l’istallazione i vigili municipali ci sospendono la dia perchè la canna fumaria viola l’art.59 del regolamento edilizio del comune di roma , che così recita : “Ferme restando le disposizioni contenute nel Regolamento di igiene, è vietato di far esalare il fumo inferiormente al tetto o stabilire condotti di fumo con tubi esterni ai muri prospettanti sul suolo pubblico” . La canna fumaria in effetti prospetta su una strada pubblica ma è su facciata condominiale e sopra un marciapiede privato condominiale non recintato. La mia domanda è come posso superare tale sospensione “forsosa” visto che c’è un espresso rinvio alla norme di igiene e visto che la regolamentazione del art.59 fa riferimento alla disciplina edilizia residenziale e non di natura commerciale artigianale, ed è inserita nel capo della prevenzione incendi.
    Grazie per l’attenzione

  • admin scrive:

    Gentile Sig Marco, non entro in merito a simili “controversie”. Ha provato a considerare l’alternativa dell’abbatitore di Fumi?

  • fede scrive:

    Buona sera ho letto i requisiti per aprire un Bar Limitatamente agli esercizi di sola somministrazione posti nei centri storici, i Comuni possono prevedere deroghe, consentendo al pubblico l’uso del servizio del personale, che dovrà essere accessibile dalla sala questo vale anche per il comune di catania
    grazie

  • Marco Troiano scrive:

    Salve
    potrebbe essere così gentile ad indicarmi delle aziende specializzate nell’istallazione di abattitori di fumi ? Ci sono casi dell’utilizzo di tali tecnologie derogando alla norma generale dello svettamento dei fumi sopra il tetto?

  • admin scrive:

    Gentile Sig Marco, gli abbattitori di fumi porebbero ovviare alle canne fumarie; devono comunque avere uno sbocco esterno e quasi sicuramente, avere una certa distanza da finestre, balconi o altro. La risposta esatta si trova nel regolamento comunale di iogiene del paese ove aprirà. Per quanto riguarda l’instalazione, Lei mi chiede una ditta che vende o installa? In quale provincia vuole aprire?

  • Marco Troiano scrive:

    Grazie
    per la tempestività nelle risposte.
    Il ristorante deve essere aperto a roma quartiere tuscolano decimo municipio.
    Mi serve una ditta che vende ed istalla l’idoneo impianto da lei richiamato che sostituisce la canna fumaria.
    Grazie ancora

  • admin scrive:

    Le farò avere informazioni al più presto. Saluti

  • EZIO scrive:

    salve,
    sono proprietario di un bar a Cagliari con sala di 40mq dove c’è il bancone.
    Oltre a questi,uscendo nel retro del banco, ho un’ambiente di 16 mq, + un bagno e un antibagno.Qui preparo panini e riscaldo le paste surgelate x la colazione.I carichi delle bevande sono all’esterno.
    I 16 mq soddisfano tutti i requisiti della linea generale.
    Posso utilizzare i 16 mq per la ristorazione veloce ( primi precotti e arrostire bistecche su piastra elettrica) e pizzeria ( cucinare pizze per asporto e tranci al banco in forno elettrico)????
    Grazie mille
    Ezio

  • admin scrive:

    Gentile Sig. Ezio, 16 metri quadri sono pochi per poter fare ciò che mi ha chiesto. Questa domanda occorre farla all’ASL di zona. Può chiedere un parere preventivo ufficiale, oppure, può chiedere a qualche funzionario del SIAN (asl) se è disposto a parlarle di persona.

  • admin scrive:

    Gentile Sig Ezio, i dati riportati sono orientativi in quanto variano da distretto a distretto ASL. Per essere certo di quali sono i requisiti minimi necassari, deve informarsi presso l’ASL della sua zona

  • pietro scrive:

    vorrei aprire un enoteca in un centro storico
    per arrivare al locale bisogna fare diversi gradini
    e’ obbligatorio bagno disabili locale 85mq?
    distinti saluti

  • admin scrive:

    Gentile Sig. Pietro, é necessario fare il bagno anche per i disabili. Anche le barriere architettoniche vanno rimosse. Può sempre realizzare una rampa mobile da applicare qualora fosse necessaria.
    Le suggerisco di chiedere questa informazione anche direttamente all’ufficio del suo comune. saluti

  • fabio scrive:

    salve, volevo sapere, in un ospedale la cui pavimentazione nei corridoi è in linoleum, quanto dovesse essere alto minimo il rivestimento verticale sempre in linoleum. saluti

  • admin scrive:

    Gentile Sig. fabio, Generalmete l’altezza minima delle pareti in materiale lavabile e disinfettabile deve essere di 2 Metri.

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