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Vecchia attività con vecchia licenza (con struttura poco a norma) cosa si rischia?



salve …vorrei un’informazione. Possiedo un ristorante di 70mq compresa cucina, con licenza vecchia. Tipo anni 80. Solo che non c’e’ ne’ magazzino, ne’ spogliatoio. Poi c’e’ un solo bagno. Potrei avere dei problemi per eventuali controlli? Oppure come molti mi dicono le licenze vecchie non hanno obblighi di alcun genere? il locale non ospita piu’ di 40 coperti! grazie in anticipo!

Le vecchie licenze andrebbero aggirnate comunicando all’ASL territoriale l’esistenza della stessa attività mediante una DIA sanitaria (anche se già autorizzata da diversi anni) come previsto da art. 6 del reg ce n. 852/04. Tale comunicazione pare che non sia sanzinata; pertanto, in quanto non sanzionata, si preferisce lasciare le cose così com’erano e poi… si vedrà! Una DIA Sanitaria prevede una planimetria allegata. Da un rapido controllo visivo della planimetria, si evincerebbe subito la situazione.
Le norme cambiano nel tempo e diventano sempre più restrittive e gli organi di controllo sempre più fiscali. A mio avviso una attività che si discosta molto dai requisiti minimi di igiene previsti dalle ASL e/o dai regolamenti comunali di igiene, rischia la chiusura fino a nuovo adeguamento. Un solo bagno per tutti (clienti e dipendenti) è una situazione (sempre a mio avviso) improponibile, salvo “molto” speciali deroghe per centri storici. Per la mancanza del magazziono si può ovviare con un approvvigionamento quotidiano (magari specificato nel manuale HACCP).
Non posso anticipare cosa avverrebbe in caso di ispezione; ma come Lei stesso immagina, il mio parere potrebbe essere molto vicino ad una possibile realtà. Si informi tramite un tecnico o direttamente presso ASL quali rischi corre e quali eventuali adeguamenti attuare.

4 Comments
  1. Sono R.S.U. in un Istituto Comprensivo e nella scuola primaria dove io insegno la flessibilità è stata sempre distribuita a pioggia con un assegnino di 30 euro pro-capite. Su richiesta del Dirigente, lo scorso anno è stato presentato un progetto a cui hanno partecipato per sorteggio 10 docenti, ed è stata stabilita una turnazione, per cui in tre anni tutti dovrebbero percepire circa 200 euro lordi. Il problema è qui che i colleghi ufficiosamente si sono organizzati a non svolgere alcuna attività, in quanto la flessibilità quando era distribuita a pioggia era assegnata su un disagio orario. Io non ho accettato tale situazione, perchè per me la presentazione di un progetto comporta l’espletamento delle 10 ore di insegnamento extra previste. Poichè lo scorso anno non è stato presentato alcun calendario sulle ore da effettuare se non a fine anno, quest’anno io ho chiesto alla referente del progetto ai sensi della legge sulla trasparenza di concordare in collegio il calendario delle ore extra. Sono stata letteralmente mangiata, di voler controllare i colleghi, qualcuno si è offeso, perchè si è sentito chiamare ladro e il Dirigente ha detto che poichè il compenso percepito l’anno scorso e da percepire quest’anno è forfettario, i colleghi non sono tenuti a presentare un quadro orario sulle ore di insegnamento extra. Chi ha ragione? Ed io in qualità di R.S.U. ho il diritto di evidenziare il mio disaccordo su questa distribuzione illegale, per me, di fondi pubblici?

  2. Buongiorno… vorrei un chiarimento. La mia ragazza ha una piccolo panificio dove preparano anche focacce, pizze,rustici… e non vende bevande. Oggi la sua famiglia vorrebbe ampliare il locale mettendo una decina di tavolini e il frigo con le bevande. Vorrei sapere se c’è bisogno del corso per somministrazione alimenti e bevande, chi lo deve sostenere solo il titolare o tutti i dipendenti, e se non facendo servizio ai tavolini è necessario comunque. La ringrazio in anticipo, dalle mie parti non sono molto esaustivi.
    Buona giornata

    • Per l’attività di somministrazione solo il socio amministratore deve avere i requisiti professionali necessari; ovvero il corso sab di somministrazione alimenti e bevande (altrimenti conosciuto come corso rec). Le attività di somministrazione devono avere anche i bagni per i clienti (generalmente 2 divisi per sesso/handicappati). L’unico modo per ovviare all’obbligo dei bagni, è quello di non effettuare servizio ai tavoli. Oltre a ciò, dovrebbe predisporre piani di appoggio che si discostano per tipologia alla ristorazione classica (N.B. non sempre e non in tutte le zone d’Italia ciò è sufficiente per Bypassare la necessità di dotarsi di licenza di somministrazione e relativi bagni). Suggerisco sempre di informarsi presso l’ufficio di Igiene dell’ASL e presso l’ufficio Annona del Comune.

    • Per l’attività di somministrazione solo il socio amministratore deve avere i requisiti professionali necessari; ovvero il corso sab di somministrazione alimenti e bevande (altrimenti conosciuto come corso rec). Le attività di somministrazione devono avere anche i bagni per i clienti (generalmente 2 divisi per sesso/handicappati). L’unico modo per ovviare all’obbligo dei bagni, è quello di non effettuare servizio ai tavoli. Oltre a ciò, dovrebbe predisporre piani di appoggio che si discostano per tipologia alla ristorazione classica (N.B. non sempre e non in tutte le zone d’Italia ciò è sufficiente per Bypassare la necessità di dotarsi di licenza di somministrazione e relativi bagni). Suggerisco sempre di informarsi presso l’ufficio di Igiene dell’ASL e presso l’ufficio Annona del Comune.
      Con il recente decreto legislativo n. 147/2012, le licenze di somministrazione sono state definitivamente e completamente liberalizzate

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