Come avere il rec senza corso? Come avere il sab senza corso?

studiare sab rec

studiare sab rec?

Spesso mi viene fatta questa domanda da parte di chi visita il mio sito: Come avere il rec senza corso? come avere il SAB senza corso? Posso evitare di fare il corso sab? ecc.

In realtà tali domande non sono assurde in quanto, grazie a particolari situazioni previste dal D.lgs 59/2017 art 71 comma 6, una persona interessata ad aprire una attività commerciale, può evitare di fare il rec (ex rec o correttamente chiamato SAB) o avere il rec senza fare il corso.

In quali casi è possibile avere il requisito rec senza fare il corso REC? Continue reading

MISURAZIONI GAS RADON REGIONE PUGLIA, LECCE, BRINDISI, TARANTO L.R. 3 novembre 2016, n. 30

OBBLIGO DI MISURAZIONE GAS RADON REGIONE PUGLIA IN TUTTI GLI ESERCIZI APERTI AL PUBBLICO

OBBLIGO DI CONTROLLO DEL GAS RADON

LEGGE GAS RADON LECCE

Regione Puglia L.R. 3 novembre 2016, n. 30 “Norme in materia di riduzione dalle esposizioni alla radioattività naturale derivante dal gas radon”. Per scaricare la Legge direttamente dalla Regione Puglia clicca su Legge Radon Puglia.

Alla fine del 2016, la Regione Puglia ha emanato la L.R. 3/11/16 n. 30 che impone misure strumentali tese alla verifica della concentrazione in aria di gas Radon, all’interno di ogni edificio aperto al pubblico e di ogni istituto di istruzione di ogni ordine e grado, entro 18 mesi dall’entrata in vigore. I soggetti interessati, sono poi obbligati “a trasmettere gli esiti entro un mese dalla conclusione del rilevamento al Comune interessato e ad ARPA Puglia. Il Campionamento dovrà avere durata annuale (divisa in 2 semestri) e verranno utilizzati dosimetri passivi CR-39 a tracce, che sono in grado di rilevare la concentrazione media di Radon in aria.

LA MANCATA TRASMISSIONE, COMPORTA LA SOSPENSIONE DELLA CERTIFICAZIONE DI AGIBILITÀ, CON CONSEGUENTE IMPOSSIBILITÀ DI ESERCIRE ALCUNA ATTIVITÀ AL SUO INTERNO.

Per eseguire tali valutazioni è necessario avvalersi di tecnici che attestino le loro competenze, oltre alla necessità di servirsi di un laboratorio accreditato per l’analisi dei dosimetri rilevatori del Radon.

Procedura per ottemperare all’obbligo di legge.

STEP 1 Sopralluogo aziendale e Posizionamento dosimetri

STEP 2 Ritiro dei 2 dosimetri ed Invio presso laboratorio accreditato

STEP 3 Relazione tecnica di posizionamento contenente descrizione dei luoghi

STEP 4 Relazione finale ed Inoltro risultati ad Arpa Puglia e Comune come richiesto L.R.

N.B. Il servizio punta anche ad eliminare la possibilità di una sovrastima indebita che comporterebbe l’adozione di operazioni di BONIFICA DELL’AMBIENTE DAL RADON SENZA CHE SIA NECESSARIO.

Il controllo va ripetuto dopo 5 anni. Se eseguito del secondo controllo i livelli di radon dovessero rimanere al disotto dei limiti imposti, non sarà più necessario ripetere il test.

Per informazioni e preventivi:

Dott. Cesare Martino TEL 3293512283 Continue reading

REQUISITI IGIENICO SANITARI MINIMI COMUNI PER ATTIVITA’ DI SOMMINISTRAZIONE DI ALIMENTI

In questo articolo indicherò le Linee guida generali per conoscere quali sono i requisiti minimi strutturali richiesti per la varie tipologie di attività alimentari. N.B. Tutti i dati sotto riportati sono puramente orientativi e da non considerarsi validi in quanto variano da distretto a distretto ASL e si declina da ogni responsabilità. Per porre una domanda lasciare pure un commento a fine pagina.

(coloro che si accingono ad aprire una attività di commercio e somministrazione di alimenti necessitano del corso sab o corso rec. Per maggiori info, cliccare sul seguente link CORSO REC ONLINE )

 

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Il corso rec è obbligatorio? Chi deve fare il corso sab?

Buongiorno Dott. Martino
sono in trattative per rilevare la gestione di un piccolo ristorante in provincia di Asti: per poter cominciare questa attività mi serve il “ corso rec ”.
Il “rec” è obbligatorio? Come avere il rec senza corso?
La ringrazio anticipatamente e porgo distinti saluti Marco

Gentile Sig. Marco.

per poter gestire una attività di somministrazione di alimenti e bevande e commercio di alimenti e bevande (ex rec), occorre avere specifici requisiti di studio o professionali. Solo possedendo i requisiti previsti dal seguente Decreto è possibile avere il sab senza corso   D.lgs 59/2010 art. 71 .  In assenza di requisiti acquisiti occorre obbligatoriamente avere frequentato il corso sab ex rec.

Se non dispone dei requisiti professionali o di studio può acquisire il requisito REC in meno di un mese frequentando il corso rec online con solo esame esame, un solo giorno, in sede accreditata.

Può chiedere info per il corso sab ex rec online al TEL: 3500135913

 

il Manuale Haccp che cosa è? A cosa serve?

 

haccp

Manuale HACCP

Cosa è il manuale haccp ?

Prima di aprire una attività alimentare, occorre già possedere Il manuale HACCP o manuale di sicurezza alimentare o manuale di autocontrollo. Esso descrive l’azienda e come questa gestisce e previene i rischi ed i pericoli legati al consumo dei propri alimenti prodotti, venduti, somministrati, ecc. Quindi in um manuale l’azieda scrive cosa farà (es pulizie, cottura, controllo temperature frigoriferi, ecc.) per prevenire i pericoli alimentari ed attuerà quanto l’azienda stessa ha previsto. Non ottemperare a quanto previsto, equivale ad una sanzione uguale alla sanzione che si riceverebbe non avendo im manuale: 2.000 € .

I manuali di igiene, quindi, non possono essere uguali in quanto ogni azienda ed ogni attività è diversa dall’altra per le tipologie di produzioni, per le tipologie di macchinari che vengono impiegati, per le differenti procedure (possiamo anche definirla ricetta) che vengono applicate, e per tante altre variabili che possono entrare in gioco.

PER INFO SUL  MANUALE HACCP LECCE
info@cesaremartino.it – Cell: 329.3512283

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Chiama ora il 329.3512283 oppure Scrivi una e-mail a info@cesaremartino.it

COME REQUISITO BASE PRIMA DI APRIRE UNA ATTIVITà COMMERCIALE OCCORRE IL CORSO PER LA SOMMINISTRAZIONE E COMMERCIO DI ALIMENTI E BEVANDE ANCHE ONLINE

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Cosa vuol dire HACCP?

(Hazard Analysis and Critical Control Points; ovvero Analisi dei Pericoli e dei Punti di Controllo Critici) è un sistema di auto controllo HACCP che ogni operatore nel settore della produzione di alimenti e bevande deve mettere in atto al fine di valutare e prevenire il rischio alimentare legato al consumo di alimenti.
In un piano di autocontrollo haccp il responsabile dell’azienda alimentare deve individuare, per ogni fase della filiera alimentare (ricevimento, stoccaggio, lavorazione alimenti, ecc), tutti i potenziali pericoli associati (Hazard Analisis) e prendere i provvedimenti per tenerli sotto controllo (Critical Control Points).
Per esempio: se nella fase di stoccaggio vi è il pericolo di moltiplicazione batterica, (H.A.) il modo per tenere sotto controllo la proliferazione dei batteri è garantire l’ottimale temperatura dei frigoriferi (tra 0 e +4°C) (C.C.P.). Questo discorso vale per tutte le fasi di un processo di trasformazione che va dal ricevimento delle materie prime alla consegna al cliente del prodotto finito.


Il diagramma di flusso del processo di produzione, è uno strumento utile che va inserito nel manuale HACCP, che serve per individuare tutte le varie fasi di un processo produttivo ed i relativi punti di controllo critici (CCP) .  Ogni diagramma di flusso varia da azienda ad azienda; in quanto ogni realtà lavorativa è diversa dall’altra.

SVILUPPO DEL LAVORO DEL GRUPPO HACCP
Indichiamo l’elenco delle attività da sviluppare per la costruzione del PIANO DI AUTOCONTROLLO:
• Mettere a disposizione le risorse economiche necessarie;
• Studiare il processo di produzione e fissare i diagrammi di flusso;
• Identificare i pericoli – illustrare tutti i pericoli chimici, fisici e microbiologici per la sicurezza dei prodotti alimentari, che possono eventualmente manifestarsi in ogni singola fase o passaggio;
• Valutare i rischi – valutare la probabilità che i vari pericoli si realizzino e la loro gravità rispetto alla sicurezza dei prodotti finiti. Il rischio viene definito come alto (A), medio (M) o basso (B) e dipende dal risultato dei controlli che l’azienda ha già applicato nelle varie fasi operative, per cui la dimensione del rischio è funzione, per esempio, della frequenza del verificarsi di un pericolo,
accertata da opportuni controlli visivi o analitici;
• Studiare azioni preventive — studiare e descrivere le azioni preventive, che possano essere applicate a ciascun pericolo, allo scopo di eliminarlo o ridurlo ad un livello accettabile;
• Identificare i punti critici (CCP) – l’identificazione di un punto critico, per il controllo di un pericolo, non può derivare che dal lavoro collettivo del gruppo HACCP Se in una fase del processo, si può garantire la sicurezza del prodotto finito attraverso il controllo di un parametro misurabile (come la temperatura dell’acqua di miscelazione in un D.A. di bevande calde), allora questo è un punto critico di controllo;

• Costituire limiti massimi per ciascun CCP – una volta che i punti critici sono stati individuati devono essere definiti dei “limiti” ai parametri misurabili: ad esempio la temperatura minima di una bevanda, il tempo massimo di permanenza di una polvere in un D.A., la temperatura massima tollerabile per la conservazione di panini. Questi valori limite separano l’accettabilità dalla non accettabilità del risultato di un controllo;
• Costituire un sistema di monitoraggio per ogni CCP – definire le procedure di monitoraggio (osservazioni e misurazioni), che devono consentire l’individuazione della perdita di controllo del punto critico. La maggior parte di queste procedure devono essere adottate periodicamente e devono dare risultati in tempi brevi;
• Costituire delle azioni correttive (con registrazione e verifica) – il gruppo deve stilare un piano di interventi correttivi da sviluppare per ogni CCR nel momento in cui i risultati del monitoraggio rilevino la perdita di controllo del CCP Bisogna quindi stabilirle in anticipo e devono poter essere applicate velocemente;
• Fissare procedure di verifica – il gruppo HACCP ha anche il compito di verificare il buon funzionamento del sistema di autocontrollo. Tra i metodi di verifica applicabili ci sono:
– prelievo di campioni per analisi;
– ispezione dei D.A. per valutarne le condizioni igieniche;
– esame delle registrazioni effettuate;
– controllo dell’applicazione delle procedure di lavoro.
• Organizzare un sistema di documentazione e di registrazione – per
l’appIicazione del sistema HACCP è necessaria la tenuta di un accurato archivio delle registrazioni, cioè i risultati di tutti i controlli, la loro periodicità, le osservazioni, ecc.
Sono obbligati ad inmplementare il manuale tutte le attività alimentari che producono, trasformano, somministrano e commercializzano alimenti. Pertanto oltre ad essere tenute le normali attività come i bar, ristoranti, pizzerie, gastronomie, pasticcerie, ecc. lo sono anche i tabacchini, le farmacie, i negozi di articoli non alimentari che vendono alimenti, i titolari di distributori automatici di alimenti e bevande.

Non avere un piano di autocontrollo HACCP secondo il Regolamento CE n. 852/2004, comporta una sanzione di 2000 €

Il Decreto Legislativo n. 155/1997 è stato definiticamente abrogato dal Decreto Legislativo 193/2007 sull’ HACCP